‘Ndrangheta nazista, l’arsenale dell’ex pentito sulle Alpi marittime

Tra fucili, pistole e un vecchio mortaio, Pasquale Nucera sembrava pronto alla guerra. Dal suo profilo facebook spuntano contatti con l’universo massonico. E dettagli sul circuito che ruota intorno a Forza Nuova. Nell’armamentario anche un tesserino da giornalista e un lasciapassare della polizia

di Alessia Candito
REGGIO CALABRIA Fucili, revolver, una carabina, una pistola semiautomatica e due valigette piene di munizioni di vario calibro. L’ex pentito Pasquale Nucera, considerato l’addestratore del gruppo neonazista individuato dalla Digos di Enna la settimana scorsa, sembrava pronto per una guerra. Il suo arsenale era nascosto a Saint Dalmaz de Tend, un tempo valico di frontiera noto fra i contrabbandieri oggi ridente località turistica sulle Alpi marittime francesi, a un passo dall’Italia e da Imperia, dove Nucera aveva la sua base e gli agenti della Digos hanno scovato altri fucili, che sono costati all’ex pentito il fermo e il carcere per detenzione abusiva di armi.

Nucera

L’ARSENALE E I TESSERINI DI LEON Ma su di lui si continua a cercare. L’ex collaboratore non solo non ha mai esitato ad esaltare il proprio passato di legionario, con tanto di foto d’epoca pubblicate sul suo profilo facebook, ma ha anche mostrato le armi che aveva a disposizione. Come un vecchio fucile mitragliatore, messo in mano a un bambino, probabilmente un parente, paparazzato ad uso social, o un vecchio mortaio, fotografato nel 2014 e postato nello stesso anno. «È rimasto nel bunker per tanti anni – scriveva, quasi nostalgico – Trovato, pulito e messo a nuovo. Magari potrà servire un giorno». Fanfaronata o reale minaccia? Probabilmente gli inquirenti vogliono capire anche questo. Così come c’è da capite come abbia fatto Pasquale Nucera, fra Francia e Liguria conosciuto come Leon ad ottenere un tesserino da giornalista professionista e un lasciapassare di polizia.

LO ZIBALDONE DELLE BUFALE Di certo, il profilo facebook dell’ex pentito può essere un’utile mappa per capire la geografia dei suoi contatti. Tra bufale su migranti e ong, post che inneggiano al fascismo, romantiche fotografie di campi di lavanda scattate nei pressi del suo agriturismo “Piccola sparta” (con tanto di legionario che campeggia sul biglietto da visita), qualcosa di interessante c’è. E non sono certo le foto che lo ritraggono, giovane e in divisa, insieme ad altri legionari durante le missioni che – come ha più e più volte ricordato durante le sue deposizioni – gli sono costate una scheggia di ordigno in testa, né rimossa, né rimovibile.

I RAPPORTI CON LA MASSONERIA Nascosti tra un post su Bibbiano, preghiere a santi e madonne, post antisemiti e pro-forconi (italiani e francesi), ci sono interessanti rapporti, like e contatti con l’universo massonico della Croce di Malta. Un circuito a cui Nucera ha sempre ammesso di appartenere, ma che – si scopre dal suo profilo facebook – conta anche su noti rappresentanti politici, approdati in Europarlamento in quota Lega. E che a quanto pare sembra avere nella propria galassia anche associazioni che si occupano di “ragazzi in difficoltà” e non, da impegnare in giochi di ruolo a tema medioevale. Con Nucera come “master” e addestratore.

A PESCA IN FORZA NUOVA Da approfondire poi sono le relazioni, assai frequenti e confidenziali, con quei personaggi che ruotavano attorno all’ambasciata italiana a Montecarlo, quando a guidarla c’era Antonio Morabito, finito nei guai per corruzione. Altri dettagli, tutti da sviluppare, riguardano invece il circuito di Forza Nuova e Roberto Fiore, che a suo dire il pentito avrebbe aiutato ad entrare persino alla “corte” di Bashar al-Assad. Se sia vero o no, non è dato sapere. Di certo però le foto dei due insieme non mancano e con la Siria l’ex pentito qualche contatto sembra averlo. In più, tutti o quasi gli esponenti della rete neonazista stanata dalla Digos di Enna militavano o erano passati dai ranghi del partito di Fiore, che al costruendo Partito Nazionalsocialista sembra aver fatto da culla.

FALSE PISTE PER COPRIRE GLI ATTENTATI Nel frattempo, su Repubblica, filtrano alcune delle conversazioni intercettate. E inquietano. Ai responsabili del gruppo neonazi, affermava con un certo grado di soddisfazione e certezza «ho intenzioni serie, dei rivoluzionari da tastiera non me ne faccio nulla. E non mi interessa andare in giro a mettere striscioni o fare manifestazioni». Assicurava di aver già fatto «sopralluoghi a Savona» e suggeriva che «Quattro coppie di due persone in una notte destabilizzano una città come Milano». Aveva anche qualche idea su come rivendicare “le azioni”: usando la sigla “Patrioti italiani”, ma avendo cura di creare «false piste». Una strategia che ricorda quella di mafie, pezzi di Gladio e massonerie che negli anni Novanta – ipotizzano gli inquirenti – si nascondevano dietro la sigla “Falange Armata”





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