‘Ndrangheta, la Dda di Torino indaga sulle elezioni 2018 in Valle d’Aosta

Aperta un’inchiesta sui contatti tra candidati e presunti affiliati. Il precedente dell’operazione Geena del gennaio scorso. «Il presidente Dosson chiama “capo” un soggetto vicino al “locale” di Aosta»

AOSTA Con l’ipotesi di corruzione elettorale la Dda di Torino ha aperto un’inchiesta relativa alle elezioni regionali del 2018 in Valle d’Aosta. Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri di Aosta. In particolare sono stati “monitorati” alcuni candidati e i contatti che avevano con esponenti della comunità calabrese che vive in Valle d’Aosta, alcuni dei quali coinvolti nell’inchiesta Geenna che nel gennaio scorso ha portato a 17 arresti.
«Il sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista capeggiato dai fratelli Marco e Roberto Di Donato è riuscito a influenzare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta del 20 maggio 2018. Infatti è riuscito a condizionare le scelte elettorali di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio». Lo scrive il pm Valerio Longi, titolare dell’inchiesta denominata “Egomnia” e condotta dai carabinieri di Aosta su quella tornata elettorale, nella notazione trasmessa ad integrazione nell’ambito dell’udienza preliminare per l’operazione Geenna su infiltrazioni della ndrangheta in Valle d’Aosta.
«Da sottolineare che Antonio Fosson (attuale presidente della Regione Valle d’Aosta, ndr) saluta Giuseppe Petullà chiamandolo sempre “capo” e sembra incredibile che un semplice anziano pensionato di origine calabrese possa influenzare, anzi dettare, la linea politica di un ex senatore della Repubblica italiana e assessore regionale come Antonio Fosson». Lo scrive il pm Valerio Longi, titolare dell’inchiesta denominata “egomnia”, nella notazione trasmessa ad integrazione nell’ambito dell’udienza preliminare per l’operazione Geenna su infiltrazioni della ndrangheta in Valle d’Aosta. Petullà – si legge ancora – è «soggetto vicino ad esponenti del “locale” di Aosta quali Antonio Raso e Marco Di Donato”. I carabinieri hanno anche documentato un incontro tra Fosson e Raso, nel ristorante di quest’ultimo, “per parlare delle elezioni regionali, ma il discorso avviene a voce bassissima e si riescono a comprendere solo brevissimi passaggi».







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