A Riace riapre l’ambulatorio sociale di Jimuel

Ripartono le attività, gratuite e pubbliche, della struttura chiusa dopo l’insediamento della giunta di centrodestra. «È aperto ai migranti ma sono molti di più gli abitanti della zona che si rivolgono a noi»

RIACE Venerdì 7 febbraio non è un giorno come gli altri nel borgo di Riace. Perché sotto un bel sole invernale è tornato alla vita l’ambulatorio medico seguito dall’associazione Jimuel. La raccolta fondi per la sua ristrutturazione è andata a buon fine: manca ancora qualche migliaia di euro per chiudere tutte le spese ma il ritorno è una notizia che riaccende la speranza.
«Sono stati necessarie dei lavori supplementari per l’acquisto porte, per mettere a norma l’impianto elettrico, lavori per il bagno», si legge sulla pagina Fb della fondazione “È stato il vento”, che chiede «a chi ha cuore questo progetto di continuare la raccolta fondi».
Con l’avvento della nuova amministrazione comunale di centrodestra per l’ambulatorio sociale sono stati tempi difficili, ma la continuità delle prestazioni sanitarie, gratuite e pubbliche, è stata comunque garantita. Ad animare l’iniziativa del «medico dei poveri» Isidoro Napoli, Sisì per tutti, è lo spirito di servizio. «La salute è un bene inalienabile, è un diritto costituzionale che non può venir sacrificato sull’altare di logiche politiche – dice al Manifesto prima dell’inaugurazione ufficiale il dottor Napoli – secondo uno studio del Politecnico di Milano il 15% della popolazione italiana non ha accesso alle cure del servizio sanitario. L’impoverimento crea queste sacche enormi di disagio e di bisogno. La sanità pubblica e gratuita è uno dei pilastri della democrazia come il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro». L’ambulatorio cura tutti, non solo i migranti. «Anzi in questi anni sono stati molti di più gli abitanti della zona ad essersi rivolti a noi», sottolinea Napoli. E molti arrivano da Camini, da Monasterace, da Caulonia, da Stignano.
Per l’inaugurazione, a Riace sono arrivati l’europarlamentare dem Pietro Bartolo, l’ex governatore Mario Oliverio. Oltre ovviamente a Mimmo Lucano ed Enzo Infantino della fondazione “E’ stato il vento”. La struttura avrà tre reparti: pediatria con la dottoressa Trufio, ginecologia con il dottor Muttari e cardiologia con il dottor Commisso.







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