“Thalassa”, il gup scioglie la riserva e dispone l’acquisizione di atti e verbali

Gli elementi nuovi, secondo l’accusa, sono fondamentali alla decisione del procedimento che si sta svolgendo in rito abbreviato

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA
Il gup di Reggio Calabria, Pasquale Laganà, nel corso dell’udienza che si è celebrata nella giornata di lunedì 17 febbraio, ha sciolto la riserva in merito al deposito di nuovi atti chiesto dal pm della dda, Stefano Musolino: elementi che secondo l’accusa sarebbero necessari ai fini della decisione del processo con rito abbreviato “Thalassa”, scaturito dall’indagine condotta dalla Dia di Reggio Calabria nel maggio 2018. L’operazione era sfociata in 6 arresti e un decreto di sequestro preventivo portando alla luce le attività di soggetti ritenuti appartenenti alle cosche di ‘ndrangheta Tegano e Condello, operanti nei quartieri di Archi e Gallico alla periferia nord della città di Reggio Calabria.
LE DECISIONI DEL GUP Il gup ha disposto l’acquisizione dei documenti prodotti dall’accusa alle udienze del 28 e 31 gennaio scorsi, tra cui i verbali di interrogatorio del collaboratore di giustizia Giuseppe Stefano Tito Liuzzo, e degli imprenditori Francesco Berna (i fratelli Berna sono indagati nell’ambito dell’operazione Libro Nero) e Fabio Berna, che di recente hanno collaborato con i magistrati della Dda consentendo alla Squadra Mobile di mettere a segno lo scorso 29 gennaio l’operazione “Helianthus” con 14 arresti tra cui presunti vertici ed esponenti della cosca Labate. Secondo il gup conterrebbero elementi probatori «che costituiscono una fisiologica, quanto necessaria (allo stato), integrazione della piattaforma probatoria cristallizzata al momento della scelta del rito speciale, con particolare riferimento alla contestazione associativa». Il gup ha superato dunque le conclusioni delle difese degli imputati Francesco Vazzana, Andrea Vazzana, Francesco Vazzana (classe 66) e Francesco Vazzana (classe 70) che invece avevano chiesto il rigetto della richiesta della Procura adducendo ragioni di inammissibilità e intempestività della richiesta e irrilevanza, non pertinenza e non necessità degli atti ai fini della decisione. Anche le sommarie informazioni rese da Anna Cristofaro, secondo il gup presenta il carattere di «necessarietà» ai fini della decisione per cui dispone l’acquisizione anche di quel verbale, le cui dichiarazioni secondo la Procura mirano a completare il teorema accusatorio nei confronti dell’imputato Peter Battaglia. Accogliendo in parte le richieste della difesa di Battaglia, il gup ha disposto anche l’acquisizione della consulenza tecnica di parte redatta nell’interesse dell’imputato, nonché degli atti e documenti prodotti all’udienza del 25 novembre 2019 sempre nell’interesse di Battaglia. Peter, figlio del sindaco dei Moti di Reggio Calabria Pietro Battaglia, all’epoca dei fatti contestati responsabile dell’U.O. II Livello Sviluppo – Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Reggio Calabria, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.
Il gup ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Musolino, riguardo all’imputato Francesco Polimeni, di 56 anni, di acquisizione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata notificata a Polimeni lo scorso 14 gennaio dalla Squadra Mobile nell’ambito dell’operazione “Giù La Testa”, che vede Polimeni accusato di omicidio premeditato, illegale detenzione e porto in luogo pubblico di armi, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori e rapina, aggravati anche dal metodo e dall’agevolazione mafiosa in riferimento dapprima alla tentata rapina sfociata in tentato omicidio e poi all’omicidio ai danni del tabaccaio Bruno Ielo, consumato a Gallico la sera del 25 maggio 2017.
Infine il gup ha accolto l’acquisizione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del collaboratore di giustizia Mario Chindemi nell’ambito dell’operazione De Bello Gallico, prodotta dalle difese di Polimeni e Vazzana. Si tratta dell’operazione della Squadra Mobile che ha portato a 4 fermi per l’omicidio di Fortunata Fortugno (conosciuta come Donatella) e al grave ferimento di Demetrio Logiudice, avvenuto il 16 marzo 2018 accanto al Torrente di Gallico dove la coppia si era appartata a bordo di un fuoristrada.
L’INDAGINE THALASSA Attraverso la gestione “di fatto” di alcune imprese – questo è l’impianto accusatorio al vaglio del gup – le cosche si erano infiltrate nell’esecuzione di appalti e lavori edili acquisendone il pieno controllo e condizionandone l’ordinaria attività. In particolare al centro delle indagini vi erano le vicende relative alla edificazione del “Complesso Immobiliare Thalassa” da parte della società Tegra Costruzioni Srl, che secondo l’accusa sarebbe stata sostanzialmente un mero schermo finalizzato a nascondere l’interesse delle cosche “arcote” nell’edificazione e nella successiva gestione della vendita dei fabbricati, insistenti nel complesso immobiliare.
LA PROSSIMA UDIENZA Nella requisitoria dello scorso luglio, il pubblico ministero ha già invocato 11 condanne per un totale di 133 anni e chiesto 5 assoluzioni. L’udienza di oggi è stata rinviata a lunedì prossimo.






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