Nascondeva mezza tonnellata di coca in un terreno, arrestato il figlio del boss Molè – VIDEO E FOTO

Maxi sequestro in un capannone. Buona parte dei panetti era stata occultata in una buca in pacchi con i loghi “Tim” e “Real Madrid”. Il 25enne ammette le proprie responsabilità

REGGIO CALABRIA Il 25 marzo scorso, gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria – Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi- assieme ai colleghi del Commissariato di Gioia Tauro – hanno tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione illecita di un ingente quantitativo di cocaina, Rocco Molè, classe 1995, figlio dell’ergastolano Girolamo Molè, classe 1961, considerato vertice dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta operante a Gioia Tauro.
L’operazione di polizia – coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Ottavio Sferlazza – trae origine da alcune perquisizioni eseguite quella mattina dagli investigatori della Polizia di Stato presso un capannone e alcuni terreni nella disponibilità di Rocco Molè in località Sovereto di Gioia Tauro.

Le attività di polizia giudiziaria condotte dalla Squadra mobile sotto le direttive del sostituto procuratore di Palmi Daniele Scarpino, hanno raccolto prove a sufficienza per giustificare l’arresto del giovane.Infatti, all’interno del capannone, dentro alcune ceste di plastica sono stati rinvenuti 150 panetti di cocaina sistemati, due per ogni busta di cellophane termosaldata, in 75 pacchi.

Le perquisizioni estese ad alcuni fondi coltivati ad agrumeto nelle vicinanze del capannone – anch’essi nella disponibilità di Rocco Molè – hanno consentito di individuare un ulteriore ingente carico di cocaina, occultato al di sotto della superficie del terreno.
Determinante ai fini del ritrovamento del carico di droga è stata l’esperienza di settore che ha portato gli operatori della Squadra mobile ad accorgersi che in determinato punto la superficie del terreno appariva manomessa.

Le conseguenti operazioni di scavo portavano alla luce altri 340 panetti di cocaina contenuti in pacchi di plastica sigillati. Alcuni pacchi riportavano il logo “Tim”, altri quello della nota squadra di calcio spagnola “Real Madrid”.
Gli esami di Polizia scientifica hanno consentito di accertare che la sostanza rinvenuta in panetti era cocaina e che il peso complessivo degli stessi era di 537,526 kg lordi.

Ulteriormente estesa all’abitazione di Molè a Gioia Tauro, la perquisizione ha consentito di procedere al rinvenimento e sequestro di un ingente quantitativo di marijuana, custodita all’interno di 53 involucri elettro saldati, per un peso complessivo di 24,624 kg. lordi. Nell’ambito delle attività veniva sequestrata a Molè anche una denuncia di semina di cannabis sativa, vidimata il 20 giugno 2019.
Di fronte all’evidenza del rinvenimento dell’ingente quantitativo di cocaina all’interno di una struttura e nei luoghi a lui riconducibili – di cui possedeva le chiavi di accesso – Molè, che era presente sul posto nel corso delle perquisizioni, ha dichiarato spontaneamente agli investigatori della Squadra mobile di essere l’unico detentore responsabile della quantità di droga sequestrata, sicché veniva tratto in arresto e tradotto, al termine degli accertamenti di rito, presso la Casa Circondariale di Palmi, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Oggi, il Gip del Tribunale di Palmi ha convalidato l’arresto e su richiesta della locale Procura della Repubblica ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere.







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