Arruzzolo dona un ecografo al poliambulatorio di Rosarno

Il consigliere regionale: «Mantenuto impegno assunto alcuni mesi fa. Ho rinunciato a tre indennità»

REGGIO CALABRIA «Ho ritenuto doveroso mantenere l’impegno assunto nei mesi scorsi per l’acquisto di un ecografo da donare al Poliambulatorio di Rosarno. Ho rinunciato pertanto a tre mensilità della mia indennità di consigliere regionale per un importo pari a 15 mila euro». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Giovanni Arruzzolo.
«Tutto parte – prosegue Arruzzolo – da un’iniziativa volta alla prevenzione delle patologie tiroidee promossa a giugno 2019 dall’Amministrazione comunale di Rosarno, ed in particolare dall’assessorato alle politiche sociali diretto all’epoca da Pasquale Papaianni, che ha consentito in una sola giornata ad oltre 100 cittadini rosarnesi di usufruire gratuitamente della visita endocrinologica e della relativa ecografia. Questo è stato possibile grazie alla disponibilità degli specialisti, Modafferi e Muscianisi, del personale paramedico ed infermieristico supportati dai ragazzi del servizio civile nazionale. In quella circostanza ho fatto mie le difficoltà rappresentatemi da Muscianisi nell’operare con una macchina ormai obsoleta, utile a fornire informazioni sugli organi interni, per riscontrare eventuali patologie, che se preventivamente diagnosticate, possono salvare vite umane».
«Mi sono subito attivato – sostiene il consigliere regionale – per acquistare un ecografo più affidabile e all’avanguardia, tutelando così la salute dei cittadini rosarnesi e del comprensorio pianigiano che si recano numerosi si recano presso il Poliambulatorio di Rosarno. Ritengo doveroso da parte di chi assume cariche pubbliche, dimostrare, in questo momento così drammatico per il Paese intero, la propria vicinanza specie quando si tratta di tutelare il diritto alla salute. Questa personale convinzione mi ha portato negli anni in cui ho ricoperto incarichi istituzionali, ad utilizzare parte delle mie indennità per l’acquisto di numerosi defibrillatori che ho donato a Comuni, associazioni sportive e istituzioni scolastiche. Mi ero attivato in questo particolare momento a reperire un ventilatore polmonare da donare alle sale di terapia intensive in allestimento per combattere il Covid 19, ma purtroppo attualmente, vista la forte richiesta, non sono reperibili sul mercato. Per fortuna, lo strumento che ho acquistato è ad ultrasuoni e può essere utilizzato anche per lo screening precoce del Covid 19. È infatti una metodica a portata di mano degli specialisti che, con delle apparecchiature portatili, anche sul letto degli ammalati, possono verificare lo stato, il monitoraggio e l’eventuale peggioramento della malattia».







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