‘Ndrangheta, rinviato a giudizio ex assessore regionale del Piemonte

Roberto Rosso, ex esponente di Fratelli d’Italia, è stato arrestato nell’inchiesta “Fenice”. Avrebbe promesso denaro a due presunti esponenti dei clan per ottenere sostegno elettorale

TORINO È stato rinviato a giudizio Roberto Rosso, ex assessore regionale in Piemonte per Fratelli d’Italia, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Lo ha stabilito il gup Elena Rocci. Il rinvio a giudizio riguarda altri dieci imputati nell’inchiesta “Fenice” sulla presenza della ‘ndrangheta nel Nord-Ovest. Il processo avrà inizio il 9 luglio ad Asti. Nel 2019, da candidato di Fratelli d’Italia, Rosso avrebbe promesso a due presunti esponenti della criminalità organizzata, Onofrio Garcea e Francesco Viterbo (entrambi hanno scelto il rito abbreviato), 15mila euro in cambio di un pacchetto di voti; poi ne versò solo ottomila perché si convinse che l’interessamento della coppia gli fruttò meno preferenze del previsto. Una volta eletto diventò assessore agli Affari legali. Fu arrestato a dicembre (è ancora detenuto), lasciò la carica e il partito lo scaricò. Una volta interrogato ammise la dazione di denaro ma negò di sapere che aveva trattato con dei boss. Secondo la procura di Torino quello di Rosso è solo un segmento delle macchinazioni di una “locale” di ‘ndrangheta che si stava riattivando a Carmagnola (Torino) dopo una precedente ondata di arresti per droga, reati fiscali, e controllo di attività economiche.







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