WATERFRONT | Le accuse della Dda a Furgiuele per le gare a Polistena e San Giorgio Morgeto

Inizialmente il gip aveva emesso per il deputato della Lega il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi e sequestro di tutti i conti con importo superiore a 3mila euro ma su richiesta della stessa Procura ha revocato entrambe le misure. «Sono venute meno le esigenze cautelari»

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA C’è anche il deputato leghista Domenico Furgiuele, lametino di 37 anni, eletto alle elezioni politiche del 4 maggio 2018 con la lista del Carroccio, tra i 75 indagati nell’ambito dell’operazione Waterfront, condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria e coordinata dalla Dda diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri su una serie di appalti pilotati. Furgiuele entra nell’inchiesta nella qualità di legale rappresentante, fino al 2 maggio 2018, della Terina Costruzioni srl con sede a Lamezia Terme località Mendicino Renda, incarico dal quale si è dimesso dopo l’elezione in Parlamento.
Dei 49 capi d’accusa complessivi, il procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e il sostituto procuratore Gianluca Gelso ne contestano due, in concorso, al deputato leghista, inseriti nel “capitolo” di altre gare turbate negli anni dal 2014 al 2016. Sono vicende scaturite dalle indagini nell’ambito dell’operazione Cumbertazione.
L’ELIPORTO DELL’OSPEDALE DI POLISTENA Si tratta in particolare dell’accusa di turbativa di gara d’appalto dei lavori per la realizzazione di un eliporto a supporto dell’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena. Il reato è contestato alla data del 13 maggio 2015, giorno di apertura delle buste e aggiudicazione della gara. Secondo l’accusa Giorgio Morabito avrebbe predisposto la griglia per poter partecipare alla gara di appalto mediante il programma sul proprio hard disk al fine di aggiudicarsi la gara con una ditta facente parte di un cartello illecito o comunque per aumentare notevolmente la possibilità di aggiudicazione della gara. Furgiule, in concorso con altri legali rappresentanti di altre ditte, avrebbero messo a disposizione le società per presentare un’offerta concordata con le altre imprese partecipanti al cartello, per condizionare il risultato della gara in loro favore. Così facendo secondo l’accusa – che contesta l’aggravante di aver concorso nel reato in più di cinque persone – avrebbero turbato la gara d’appalto. Solo per Giorgio Morabito, inoltre, viene contestata l’aggravante mafiosa di avere commesso il fatto al fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta Piromalli di Gioia Tauro.
VIABILITÀ A SAN GIORGIO MORGETO Il reato di turbativa di gara, in concorso, viene contestato a Furgiuele anche nel capo 40, relativo alla gara d’appalto indetta dalla Suap di Reggio Calabria per i lavori di ripristino della viabilità in località Bandina del Comune di San Giorgio Morgeto. Anche in questo caso, sempre secondo l’accusa, Giorgio Morabito avrebbe predisposto la “griglia” per pilotare la gara e anche in questo caso la Procura contesta a Furgiuele e altri rappresentanti legali di imprese di avere messo a disposizione le società per la presentazione di un’offerta concordata con le altre imprese partecipanti al cartello per condizionare il risultato finale della gara – che fu aggiudicata il 4 ottobre 2016 – in loro favore. Anche in questo caso viene contestata l’aggravante di più di cinque concorrenti nel reato, e anche stavolta per il solo Giorgio Morabito viene contestata l’aggravante mafiosa della finalità di agevolazione della cosca Piromalli.
LE VALUTAZIONI DEL GIP Il gip Filippo Aragona inizialmente, con ordinanza del 30 aprile 2020, aveva applicato a Furgiuele, per il solo capo d’accusa relativo ai lavori di ripristino viabilità a San Giorgio Morgeto, la misura del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi, e la misura del sequestro preventivo di tutti i conti correnti, libretti di deposito al portatore e/o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, con importo superiore a 3mila euro. Con successiva ordinanza del 13 maggio 2020, però, ha revocato nei confronti di Furgiuele, su richiesta della stessa Procura, sia l’uno che l’altro. Per Furgiuele, infatti, avendo cessato la qualifica di legale rappresentante della Terina Costruzioni srl e non ricoprendo ulteriori cariche o qualifiche societarie in altre ditte, «sono venute meno le esigenze cautelari in quanto – scrive il gip – non potrebbero commettere ulteriori reati di turbata libertà degli incanti». (redazione@corrierecal.it)





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