CASSA CONTINUA | L’intercettazione: «Gratteri è cornuto e bastardo ma sulla ‘ndrangheta ha ragione»

I due indagati commentano il concetto più volte espresso dal procuratore di Catanzaro, che pochissimi ‘ndranghetisti si arricchiscono a spese degli affiliati che restano “rubagalline”. Anche loro sanno che il magistrato dice la verità però uno dei due taglia corto: «Meglio in questa maniera morto di fame ma non sbirro»

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA
«Ma infatti Gratteri ha detto, l’ho sentito io, più di una volta, e qua gli devo dare atto, per quanto è cornuto e bastardo.. Ha detto.. dice “la ‘ndrangheta, la mafia, sono quei cinque, sei, che hanno i soldi.. gli altri sapete che sono? Tutti morti di fame” ..».
Dando prova di una certa “onestà intellettuale”, seppur declinata con logica mafiosa, Pietro Toscano dà ragione all’attuale procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, il quale più volte anche quando era procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria ha pubblicamente sostenuto che ad arricchirsi sono pochi ‘ndranghetisti mentre tutti gli altri portano acqua al loro mulino (e rimangono assetati).
Antonio Laurendi, intercettato dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione Cassa Continua, parlando con Toscano commenta con spirito critico “le nuove regole” della ‘ndrangheta per opporsi alle quali “i vecchi” erano stati uccisi. I due iniziano a commentare il processo che li aveva riguardati e nel quale, secondo Toscano, la loro condanna sarebbe stata dettata dall’esigenza di ottenere l’assoluzione di altri affiliati.
Qualcuno dei componenti della cosca avrebbe operato una scelta, avrebbero deciso chi sacrificare e chi salvare. Era stato un avvocato, racconta Toscano, a confidargli che la loro condanna era frutto di una scelta processuale volta a ottenere l’assoluzione dei capi in cambio della condanna degli altri: «Perché a noi non ci hanno venduto Totò? A me lo ha detto bello pulito l’avvocato”, “Mi ha detto “A voi, Laurendi e a … inc… vi hanno venduto e vi dico pure il prezzo».
I due sostengono di essere stati condannati perché avevano deciso di non collaborare con la giustizia, a differenza di coloro che definiscono in modo dispregiativo “carabinieri”: «Ma effettivamente figghioli.. allora perché uno si è dovuto tirare fiori… perché, o ti fai carabiniere, o paghi».
In particolare, riprendendo il discorso relativo alla loro condanna, Laurendi riteneva che, tra gli ‘ndranghetisti, esistono i capi e i “morti di fame”. Questi ultimi, definiti da Laurendi orgogliosamente come “ndranghetisti”, “mafiosi” e “picciotti”, secondo le “nuove regole” vengono spesso processualmente sacrificati per salvare i capi. Laurendi esclama «Hai capito? Ora questa legge non gli stava bene ai vecchi, che stavano allora…hai capito? Perché erano nei servizi segreti, i servizi segreti se non ti siedi …» e ribadisce «Si ma se non ti siedi..» a Toscano che gli risponde «Con Paolo Romeo e compagnia bella». Laurendi commenta: «Sì, sì ma siamo andati oltre, io non lo so neanche. Ma in automatico i vecchi non hanno voluto e.. i vecchi sono stati eliminati Perché… le regole nuove dicono che per salvare diciamo ..inc.. a Nino, prendete dieci ‘ndranghetisti, dieci mafiosi, dieci picciotti, venti picciotti, trenta picciotti , basta che si salvi lui…». Laurendi secondo gli inquirenti eleva questo principio a nuova regola di `ndrangheta: «Se è regola di ‘ndrangheta…».
E così i due rammentano le parole del procuratore Gratteri. Toscano esclama: «Hai capito? Sono morti di fame, ve Io dico io… perché lo so! certo.. E ha ragione.. e ha ragione». Laurendi commenta: «Perché loro hanno i contatti con le alte sfere, hai capito?». Toscano insiste: «Gli altri sono morti di fame, proprio l’ha detto “sono morti di fame”. “Sono ruba galline… proprio, rubagalline “l’ha detto in italiano “sono rubagalline .. e morti di fame”». Laurendi concorda: «E’ vero, è vero perché fanno questo per mantenere quel potere, però c’è una cosa, se io dovessi scegliere.., meglio in questa maniera morto di fame ma non sbirro». (redazione@corrierecal.it)





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