Ore decisive a Reggio, resta la distanza tra Cannizzaro e Minicuci

Si moltiplicano i tentativi di ricucire lo strappo dopo il “no” del parlamentare al candidato scelto dalla Lega. Telefonate e sherpa al lavoro, ma la situazione è di stallo

Antonino Minicuci

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA Ormai è solo questione di ore e il destino del centrodestra in riva allo Stretto si compirà. Cinque giorni fa l’indicazione della Lega di Antonino Minicuci quale candidato a sindaco di Reggio Calabria, adesso l’attesa è per la decisione del deputato reggino Francesco Cannizzaro, il quale non ha mai fatto mistero di non gradire il “tecnico” originario di Melito Porto Salvo imposto da Matteo Salvini. Il lungo braccio di ferro terminato mercoledì scorso non ha ancora messo la parola fine alla vicenda, in quanto Minicuci è ancora “orfano” dell’appoggio di Cannizzaro e delle numerose liste civiche che già da settimane sarebbero state allestite e che, in caso di strappo, sarebbero di appoggio a un candidato in aperta contrapposizione all’ex direttore generale della provincia.
A guidare la coalizione civica potrebbe essere un volto noto in città, Eduardo Lamberti Castronuovo, ma negli ultimi giorni si è ipotizzata anche una discesa in campo diretta del deputato azzurro. Fonti vicine a Cannizzaro raccontano che da giorni medita seriamente di lasciare lo scranno a Montecitorio per i due scranni cittadini: quello a Palazzo San Giorgio e quello di sindaco metropolitano a Palazzo Foti. Nel qual caso, potendo contare su un rapporto personale fin qui idilliaco con la presidente della Regione Calabria Jole Santelli, l’eventuale sindaco della Città metropolitana potrebbe fare affidamento anche sulle quelle deleghe che la Regione, anche quella a trazione Oliverio, ha sempre rifiutato al sindaco Falcomatà.
Minicuci nel frattempo incassa endorsement istituzionali ma molti candidati stanno ancora alla finestra per capire se il centrodestra andrà alle urne con uno solo o con due candidati, volendo scegliere di correre con quello che secondo loro ha maggiori chance di vittoria.
I tentativi di ricucire si moltiplicano. Minicuci lascia la porta aperta a Cannizzaro e del resto ha tutto l’interesse a farlo. Fonti vicine ai due raccontano che, nonostante le numerose telefonate di Minicuci a Cannizzaro, fino a ieri la situazione era di stallo. Nella notte potrebbe essere cambiato qualcosa e non perché porti consiglio ma perché probabilmente anche da Roma vorrebbero mette fine all’impasse. Di certo nelle prossime ore anche Cannizzaro dovrà calare le carte sul tavolo. Anche perché un’attesa ulteriore gli sarebbe solo nociva sia nel caso volesse certificare lo strappo – col rischio di regalare candidati nel campo di Minicuci – sia nel caso volesse ricucire – più si avvicina la data della chiusura delle liste e minore sarà il potere di contrattazione per il figliol prodigo. Stamattina tra le fila del tecnico c’è chi dà per certo un imminente passo di Cannizzaro verso Minicuci ma il deputato azzurro raggiunto telefonicamente smentisce. (redazione@corrierecal.it)





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