Prove tecniche di polo civico: Lamberti e Marcianò vicini e distanti

Tra il candidato del centrodestra indicato dalla Lega e il sindaco uscente del Pd si tenta di offrire ai reggini un’altra alternativa alle elezioni comunali di settembre. L’obiettivo dichiarato è superare Minicuci al primo turno e poi vedersela con Falcomatà al ballottaggio

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA Tra i due litiganti il terzo polo potrebbe arrivare al ballottaggio e poi la strada sarebbe tutta in discesa. Dopo mesi di indugi, quando ormai le liste del deputato azzurro Francesco Cannizzaro sono date per scomparse come la IX legione, nell’enorme spazio vuoto che separa da una parte il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà e dall’altra il burocrate indicato-imposto dalla Lega al centrodestra, Antonino Minicuci, quando ormai mancano davvero pochi giorni al termine ultimo per la presentazione delle liste, ecco gli ultimi frenetici sforzi di chi non si arrende e cerca di compattare un polo civico che potrebbe fare da terzo incomodo. L’idea potrebbe risultare vincente, per una serie di ragioni, se solo si riuscisse a mettere d’accordo due attori protagonisti: Eduardo Lamberti Castronuovo e Angela Marcianò. Insieme, appoggiati da un gruppo di liste che, una volta varato il ticket presidenziale potrebbero via via ingrossarsi con l’arrivo di altri soggetti, potrebbero cambiare il destino delle elezioni comunali a Reggio Calabria.

IL TERZO POLO INCOMODO Al momento infatti le elezioni sembrano segnate dalla inesorabile riconferma di Falcomatà. A dare una grandissima mano d’aiuto al sindaco della “Svolta” è stato proprio il centrodestra, che per una volta si è messo nei panni di una certa sinistra autolesionista ed è riuscito a complicarsi la vita in una campagna elettorale che mesi fa, sulla carta, sarebbe stata già vinta in partenza. Sarebbe bastato indicare per tempo un candidato credibile, dargli la possibilità in questi mesi di costruire un programma elettorale, stare a contatto con i reggini, incasellare una squadra di governo. E invece tutta l’attenzione è stata catalizzata dalle elezioni regionali. Tanto a Reggio, si pensava, chiunque vincerà facile contro Falcomatà. Quest’ultimo ha avuto tutto il tempo, e se ne avesse avuto bisogno anche lo stop del lockdown ha giocato a suo favore, di preparare una decina di liste. Sei sono le civiche a sostegno dell’uscente, alle quali si aggiungeranno quelle politiche. Il centrodestra invece non ha saputo, o non ha voluto, approfittare nemmeno dei tempi supplementari forniti dal coronavirus. La scelta del candidato sindaco è stata imposta innanzitutto come metodo dal tavolo romano della coalizione, che in base all’incrocio degli accordi sullo scacchiere nazionale ha deciso che il candidato sarebbe stato indicato dalla Lega, che dei partiti della coalizione è quello meno radicato sul territorio. Di qui poi la lunghissima ricerca del candidato, per poi “approdare” a Genova per tirare fuori dal cappello il burocrate supertecnico di Melito Porto Salvo, 66enne in pensione, che alla prima uscita pubblica in città si è autodefinito un “forestiero”. A complicare le cose la posizione di Cannizzaro, che fino ad oggi non ha ancora ufficialmente “digerito” il boccone.
Falcomatà, che teme il ballottaggio, ha visto improvvisamente risollevarsi le sue quotazioni. Per il sindaco uscente Minicuci è il rivale perfetto. Finché il candidato da battere resta Minicuci, che sta imbastendo una serie di liste la più forte delle quali resta quella di Fratelli d’Italia, Falcomatà non sembra turbato.

GLI INCONTRI DI “AVVICINAMENTO” Il peggiore incubo di Falcomatà, invece, risponde al nome di Angela Marcianò. L’ex assessore alla legalità, defenestrata dalla giunta proprio dal primo cittadino, ha annunciato la candidatura a sindaco e al momento è sostenuta dal Movimento sociale Fiamma Tricolore, e da altre due o tre liste civiche. In un generale contesto di frammentazione dei candidati a sindaci e aspiranti tali, se ne contano una decina, Falcomatà continua a sorridere perché più sono i candidati e più “rischia” di farcela. Cambierebbe tutto se nascesse un polo civico in grado di offrire una valida alternativa sia ai cittadini scontenti dell’amministrazione Falcomatà che a quelli che non vedono di buon occhio un candidato indicato dalla Lega. Ed è su questo progetto che si stanno svolgendo frenetici incontri volti soprattutto a far convergere Lamberti e Marcianò sotto un unico cartello di liste. Lamberti, dopo che Cannizzaro si è defilato, non ha abbandonato l’idea di dare una casa ai “ribelli secessionisti”. Un primo incontro si è tenuto due giorni fa, nel suo studio, al quale hanno partecipato una delegazione di “Mezzogiorno in Movimento” e “Vox Italia”, la lista che appoggia il candidato a sindaco dell’ex presidente di Confindustria Andrea Cuzzocrea, il candidato a sindaco Nino Liotta, l’avvocato Paolo Zagami che era entrato nel ventaglio dei possibili candidati della Lega, e due personalità politiche reggine come gli avvocati Aurelio Chizzoniti e Luigi Tuccio, entrambi apertamente non interessati in prima persona alla competizione elettorale. Nel corso del primo incontro è emersa una convergenza globale verso un unico polo, pur con qualche distinguo. Ieri sera si è tenuto un secondo incontro, al quale stavolta non ha partecipato Lamberti, e che ha visto seduti attorno al progetto Cuzzocrea, accompagnato da Giuseppe Modafferi di Vox Italia e Margherita Tripodi, candidata di Mezzogiorno in Movimento, Luigi Tuccio, Paolo Zagami, e Angela Marcianò, accompagnata dal marito e da Bruno Ferraro (sindacalista ex consigliere comunale). Oggi è in programma un terzo incontro, al quale probabilmente potrebbero finalmente ritrovarsi faccia a faccia Lamberti e Marcianò. L’obiettivo, ambizioso ma non irraggiungibile, sarebbe quello di scalzare Minicuci al primo turno, e attestarsi al ballottaggio contro Falcomatà. E allora il sindaco uscente non dormirebbe più sogni così tranquilli. Resta il problema non da poco di comporre il ticket elettorale. Se da un lato Angela Marcianò è molto spendibile elettoralmente in chiave anti-Falcomatà, dall’altro Lamberti lo è ancor di più in chiave anti-Minicuci e Minicuci sarà il candidato da battere in prima battuta per poi arrivare allo scontro diretto con Falcomatà. In più ci sono soggetti politici come “Mezzogiorno in Movimento” che preferirebbero Lamberti in quanto più in linea con la connotazione garantista del loro movimento. E’ arduo ipotizzare se e chi dei due, tra Lamberti e Marcianò, farà un passo indietro rispetto alle legittime aspettative di entrambi di candidarsi sindaco. Vero è che il posto “in concorso” come sindaco è uno solo, ma è pur vero che l’unione fa la forza e che gli Enti in palio sono due. Chi diventa sindaco di Reggio Calabria, infatti, è automaticamente anche sindaco metropolitano della Città Metropolitana. Se trovassero un accordo farebbero entrambi, insieme, un passo avanti. (redazione@corrierecal.it)





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