Libro Nero, tutti rinviati a giudizio

A processo per associazione mafiosa Alessandro Nicolò, prosciolto da due capi d’accusa. Davanti al collegio anche Naccari per concorso esterno, e Sebi Romeo per tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA Tutti rinviati a giudizio gli imputati che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato coinvolti nell’ambito dell’operazione Libro Nero. A processo dinanzi al collegio del Tribunale, il 3 dicembre prossimo, si presenteranno tra gli altri anche tre politici di primo piano del panorama reggino: l’ex consigliere regionale Alessandro Nicolò è accusato di associazione mafiosa, il gup Vincenzo Quaranta lo ha prosciolto da due capi di imputazione riguardanti ipotesi di corruzione elettorale (per un problema di utilizzabilità delle intercettazioni); l’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, e l’ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale Sebi Romeo, la cui posizione processuale non riguarda però il resto dell’indagine più propriamente antimafia, in quanto è accusato di concorso in tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.
L’indagine condotta nel 2016 dalla Sezione “Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione” della Squadra Mobile di Reggio Calabria che ha individuato i ruoli di presunti soggetti di vertice, nonché di affiliati e concorrenti esterni della cosca Libri, pienamente inserita nella ‘ndrangheta unitaria e attiva nella città di Reggio Calabria, segnatamente nei quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e nelle frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana. Le evidenze investigative hanno consentito di accertare, ancora una volta, l’esistenza e la vitalità della cosca Libri, e della sua sub-articolazione Borghetto-Caridi-Zindato, attraverso l’emergere di costanti e consolidati rapporti tra gli associati, della mutua assistenza fornita agli affiliati detenuti ed ai loro familiari, della consapevole compartecipazione alle condotte delittuose ed efficace ripartizione di compiti.
Secondo l’accusa l’ascesa politica del consigliere regionale Alessandro Nicolò sarebbe stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri. In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del novembre 2014 Nicolò venne eletto consigliere regionale in quota Forza Italia, salvo poi transitare nel partito Fratelli d’Italia, di cui è stato coordinatore provinciale e poi espulso dopo l’arresto. La posizione dei due fratelli Berna, noti imprenditori cittadini (Demetrio Berna è stato consigliere al Comune di Reggio Calabria nel 2002 e 2007, oltre che assessore al Bilancio tra il 2011 ed il 2012; Francesco Berna è stato Presidente, per la Calabria, dell’A.N.C.E.) è stata stralciata. Sono otto invece gli indagati che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato. Per loro il processo abbreviato inizierà ad ottobre.





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