Arruzzolo: «La “via giudiziaria” di Pitaro? Siamo al ridicolo»

Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale replica alla decisione delle opposizioni di formulare un esposto per l’inversione dell’ordine del giorno. «Palazzo Campanella non è un’aula giudiziaria. E il Pd finirà per dissolversi se continua così»

REGGIO CALABRIA «La “via giudiziaria e giustizialista” del consigliere Francesco Pitaro, che tende a trasferire nelle aule giudiziarie il dibattito politico-istituzionale, sta travolgendo quel che resta dell’opposizione di centrosinistra in Regione. Un’opposizione che sta rinunciando al suo ruolo di stimolo, proposta e di controllo dell’azione di governo regionale per abbandonarsi al “delirio della carta bollata” come strumento di lotta politica». È Giovanni Arruzzolo, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, a rispondere alla presa di posizione di una parte dell’opposizione sul tema della scuola. «
Siamo al ridicolo – dice il consigliere regionale – quando si tenta di scaricare sul consiglio regionale la patata bollente della scuola che appartiene tutta al governo giallorosso e al più incapace ministro dell’istruzione di tutti i tempi, la grillina Azzolina. La scuola è ripartita nel caos in tutta Italia, mancano le aule, mancano i banchi, mancano i docenti, mancano linee guida precise contro il Covid e per l’avvocato Pitaro la colpa sarebbe del consiglio regionale che ha invertito un ordine del giorno. 
Hanno scomodato il premier Conte – ironizza Arruzzolo – che ora dovrà rinviare i suoi appuntamenti in Europa per venire a Reggio Calabria per verificare se l’ordine del giorno poteva o no essere invertito».
Al capogruppo di Forza Italia «dispiace molto che questa assurda polemica tocchi anche il presidente del consiglio regionale Mimmo Tallini che, fin dal suo insediamento, ha difeso le prerogative delle opposizioni, auspicando sempre un corretto rapporto politico in seno all’Assemblea.
 L’avvocato Pitaro, sicuramente per deformazione professionale, pensa che solo i giudici possano regolare il lavoro politico-istituzionale dell’Assemblea. Ma Palazzo Campanella non è e non sarà mai un’Aula giudiziaria. Dispiace che anche il Partito democratico si sia fatto inghiottire da una pratica politica che porterà in Calabria al suo progressivo e inevitabile dissolvimento».





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