Era ai domiciliari in Molise ma lo trovano in un bar di Reggio Calabria

I finanzieri hanno arrestato un 39enne con l’accusa di evasione. Mancava dal domicilio dove avrebbe dovuto scontare un periodo di detenzione per spaccio. Il locale era del padre

REGGIO CALABRIA A giugno si era allontanato da Petacciato, in provincia di Campobasso, dove era agli arresti domiciliari dal maggio 2019 dopo che i carabinieri lo avevano arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Senza avvertire nessuno, era rientrato a Reggio Calabria dove aveva ripreso la sua vita frequentando amici e parenti come se nulla fosse. Giovanni Barchetta, di 39 anni, è stato rintracciato e arrestato con l’accusa di evasione dai finanzieri della compagnia di Reggio Calabria a Pentimele all’interno del bar “London” gestito dal padre. Alla vista degli agenti, l’uomo ha tentato di nascondersi in bagno ma vedendosi braccato non ha opposto alcuna resistenza. Barchetta ha subito ammesso di essersi allontanato senza alcuna autorizzazione dal Molise e di aver violato le misure disposte dai magistrati. Stando alle indagini, era nella città dello Stretto da quasi tre mesi durante i quali ha dormito nella sua casa, ad Archi, con la compagna muovendosi a bordo di uno scooter trovato all’esterno dell’esercizio commerciale. Giovanni Barchetta è figlio di Andrea, ritenuto dagli inquirenti affiliato alla cosca De Stefano, ed è fratello di Giuseppe, ucciso ad Arghillà Nord il 9 febbraio 2006. Dopo l’arresto il sostituto procuratore Marika Mastrapasqua aveva chiesto che Barchetta fosse sottoposto alla misura cautelare in carcere. A suo carico però sono stati nuovamente disposti i domiciliari. Questa volta, però, a Reggio Calabria.





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