Consiglio, la maggioranza si divide sui fondi del Mes per la sanità

Una mozione del Pd spacca il fronte del centrodestra. Il documento passa: Forza Italia vota con i dem, astenuti Fratelli d’Italia e Lega

REGGIO CALABRIA La maggioranza di centrodestra alla Regione “scivola” sulla “buccia di banana” del Mes come (futuribile) strumento per risanare la sanità calabrese, diversificandosi in Consiglio su un ordine del giorno presentato dal Pd, che vede da una parte Forza Italia schierata con i democrat e il centrosinistra e dall’altra Fratelli d’Italia e Lega seguire un’altra strada.

L’ODG La mozione, elaborata dal consigliere regionale del Pd Guccione e sostenuta dall’intero gruppo democrat, impegna la presidente della Giunta regionale Jole Santelli ad attivarsi in Conferenza Stato-Regioni in modo da sollecitare il governo nazionale a mietere im piedi tutte le procedure per attingere ai 37 miliardi del Mes per investire nello sviluppo e nel rilancio del sistema universalistico della sanità pubblica italiana.
«La Calabria in questo modo – spiega Guccione – riceverebbe circa il 3,19% dei fondi Mes: una cifra importante che servirebbe a definire in maniera dettagliata un nuovo Piano sanitario regionale. Ora dobbiamo concentrare gli sforzi sul servizio sanitario nazionale, sulla qualità delle prestazioni, l’accesso ai servizi e ridurre le diseguaglianze della sanità pubblica tra le regioni. C’è l’urgenza di intervenire, abbiamo una sanità ancora troppo differenziata e questa è l’occasione per attivare un nuovo Piano organico: vanno omogeneizzati i servizi offerti, digitalizzato il sistema sanitario, modernizzati e adeguati gli ospedali, potenziato il sistema di medicina territoriale».

IL NO DI FDI E LEGA Il dibattito, in un’aula nella quale è ancora assente la presidente Santelli, rivela sul Mes le differenze all’interno del centrodestra, che del resto riproducono quelle già emerse sul tema a livello nazionale. Il capigruppo di Fratelli d’Italia, Filippo Pietropaolo, esordisce chiaramente: «Una prima incertezza sull’utilizzo dei fondi del Mes ce l’ha il governo, con il Pd favorevole e M5S contrario, non vedo perché noi dovremmo esporci visto che poi il Mes presenta molti profili di incertezza sul futuro, perché non si capisce sarà l’impegno futuro del governo e quale saranno le caratteristiche della restrizione». Pietropaolo annuncia voto contrario, che poi ricalibrerà in astensione specificando ulteriormente la sua posizione: «Non mi sento di impegnare la nostra presidente, di cui ho la massima fiducia, a prendersi un debito quando per la sanità si possono pretendere e ottenere risorse ordinarie e non straordinarie». Sulla stessa lunghezza d’onda di schiererà anche l’assessore regionale Fausto Orsomarso, sempre di FdI, spiegando che quello sul Mes «è un dibattito proprio del Parlamento. Io credo che questa maggioranza debba astenersi, sarebbe strano votare una mozione del Pd che su questo tema ha problemi a livello nazionale». Luca Morrone, sempre di FdI, specifica: «L’intervento di Pietropaolo non sia dettato solo da una posizione politica nazionale Fdi Meloni contraria a linea di principio al Mes ma vada nella direzione di essere d’accordo a queste forme di finanziamento ma che si metta fine al commissariamento, visto che negli ultimi 10 anni il debito è aumentato di misura, e di sapere come queste risorse saranno spese». Si astiene anche la Lega, per come annuncia Filippo Mancuso: «Il Mes in realtà è un’incognita, perché comunque andrà restituito. Dovremmo impegnare la presidente della Regione a insistere, in Conferenza Stato-Regioni, per porre fine ormai al gap nella sanità tra Calabria e le altre regioni del Nord su temi come la spesa sanitaria pro capite».

IL VOTO DI FORZA ITALIA Domenico Giannetta, di Forza Italia, dice: «La linea del nostro partito è favorevole, come tutti sanno. Anche per me il Mes è probabilmente una delle ultime opportunità per mettere a posto la sanità, per garantire i Lea, colmare il gap con le altre regioni del Nord, anche per ripianare i debiti visto che le audizioni in Commissione Vigilanza delle Asp di Reggio, con un buco di oltre 900 milioni, e Cosenza, con un buco di oltre 500 milioni, hanno evidenziato la situazione drammatica sul piano anche contabile: è giusto che il Consiglio regionale impegni il governo nazionale ma è anche un sfida a Pd e M5S e al premier Conte». Quindi, Baldo Esposito, della Cdl, afferma che «l’intervento di Pietropaolo non mi lascia basito ma va rispettata la posizione di ognuno di noi, sia personale, sia di partito sia di gruppo. Senza strumentalizzazioni, dobbiamo pensare che il Mes è un’opportunità da non perdere se legata a un investimento vero sulla sanità. Condivido l’ordine del giorno, ma invito il Pd a non rivendicare paternità e primogeniture. Uniamoci su questo tema ma rispettandoci. La Santelli farà la sua parte ma la parte maggiore spetta al Pd e al governo. Mi dispiace una diversificazione della maggioranza, ma la vera partita è dentro le forze di governo, l’auspicio – conclude Esposito – è che il Pd faccia ravvedere il M5S».

IL CENTROSINISTRA Parla il capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua, che si è detto «amareggiato per la la posizione di Pietropaolo, perché bisognerebbe considerare le esigenze del territorio, e poi sfugge che la Santelli, in un dibattito organizzato dal Pd, si è dichiarata favorevole all’utilizzo del Mes dicendo che è un’opportunità per la Calabria, una dichiarazione che abbiamo apprezzato. E ci sono anche molti amministratori di centrodestra attestati su questa linea. Se vogliamo dare risposte concrete ai calabresi non possiamo perdere opportunità come il Mes, il Consiglio regionale faccia prevalere il senso di responsabilità e lasci da parte l’appartenenza». Favorevole all’ordine del giorno anche Francesco Pitaro, del Misto: «Il Covid ha evidenziato la fragilità del nostro sistema sanitario. Serve un cambiamento culturale nel senso che quella sulla sanità non è una spesa ma un investimento sulla salute. Il Mes è un’opportunità che l’Italia e la Calabria non possano farsi sfuggire». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marcello Anastasi e Graziano Di Natale di “Iric” e Giuseppe Aieta dei Democratici Progressisti. A concludere il dibattito è il presidente Mimmo Tallini, che ringrazia «il consigliere Guccione di aver proposto un argomento così importante», precisando che «il tema Mes è talmente importante che non può trovare collocazione in una determinata sfera politica. Penso che in Italia ci siano disparità territoriali che possono anche determinare posizioni diverse nei vari partiti e nei vari schieramenti senza che questo possa essere strumentalizzato. Siamo tutti consapevoli che il Mes può essere una ottima occasione. Questa mozione dà un indirizzo preciso, e il dibattito in Consiglio è stato tranquillo, libero. Auspico comunque – conclude Tallini – un documento di sintesi che possa essere votato all’unanimità». Alla fine si vota la mozione Mes, approvata a maggioranza con 5 astensioni. (a. cant.)





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