‘Ndrangheta, finisce la latitanza di Vittorio Raso. “Esaurito” è stato catturato a Barcellona

Il 41enne è un pezzo grosso della famiglia Crea, che regge il “Crimine” a Torino. Raso, che riveste il grado mafioso di “Vangelo” era latitante dal 2018 in seguito ad una condanna in primo grado a vent’anni per traffico internazionale di droga

TORINO La collaborazione tra la Polizia di Stato e la Policia Nacional ha consentito di arrestare, a Barcellona (Spagna), il latitante Vittorio Raso del 1979, soprannominato “Esaurito”, personaggio di spicco della ‘ndrangheta calabrese radicata a Torino, nell’ambito della quale riveste la carica di “Vangelo”, inserito nella consorteria della famiglia Crea, che regge il “Crimine” del capoluogo torinese. La cattura rappresenta l’esito dell’investigazione avviata a ottobre 2019 dalla Squadra Mobile di Torino.
L’arresto e’ stato materialmente operato, grazie alle informazioni costantemente fornite dagli investigatori della Polizia di Stato di Torino, dal personale dell’Udyco iberico, per il tramite del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Scip.

Già raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Torino nell’ambito dell’operazione della locale Squadra Mobile “Pugno Duro”, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, usura aggravata dal metodo mafioso, traffico di sostanza stupefacente, ricettazione ed illecita detenzione di armi, Vittorio Raso è stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione per i reati di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e cessioni di stupefacenti. Da qui l’inizio della sua latitanza nel 2018. Conseguentemente all’arresto in territorio iberico del latitante, la Squadra Mobile di Torino ha dato corso ad alcune perquisizioni a carico di soggetti presenti in Italia, risultati strettamente legati a Raso.
L’attività ha consentito di sequestrare 360 mila euro, oltre a 13 chilogrammi di sostanza stupefacente, una pistola, una carabina e un fucile mitragliatore (tutti di provenienza furtiva) nonché numerosissimo munizionamento. In particolare, è stata data esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso a carico di Domenico Dell’Osa del 1962, gravemente indiziato in concorso con Raso dell’illecita detenzione e commercio di sostanza stupefacente; nelle giornate precedenti, infatti, gli uomini della Polizia di Stato di Torino avevano sequestrato, con differimento degli atti, oltre 128 chilogrammi di marijuana e circa 38 chilogrammi di hashish.





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