Calabretta e Quartararo: «Sorical in grado di gestire investimenti complessi»

Il 28 ottobre del 2018 è stata completata e messa in esercizio la diga del Menta. Per i vertici della società che gestisce le risorse idriche calabresi «è stato il più interessante e dei progetti che la società ha eseguito sin dalla sua costituzione»

CATANZARO Il 28 ottobre del 2018 è stata completata e messa in esercizio la diga del Menta. Per i vertici della Sorical «è stato il più interessante e dei progetti che la società ha eseguito sin dalla sua costituzione».
La società è subentrata nella gestione dell’Ufficio acquedotti della Regione a ottobre del 2004 e tra le missioni affidate dal socio Regione c’era il completamento degli invasi, programmati nei decenni precedenti dalla Cassa per il Mezzogiorno e rimasta nelle incompiute.
Nel 2010 Sorical ha completato la diga dell’Alaco, risolvendo atavici problemi di approvvigionamento dell’area centrale della Calabria. Nel 2018, dopo 5 anni di fermo cantiere a causa della crisi finanziaria della società, anche lo schema dell’acquedotto della Diga del Menta è entrato pienamente in esercizio portando acqua di qualità nella città di Reggio Calabria.
«Sorical è una delle pochissime realtà che ha ben dimostrato di sapere gestire progetti complessi», dichiarano i commissari liquidatori della Sorical, Cataldo Calabretta e Baldassere Quartararo.
La missione istitutiva di Sorical era prendere in mano le dighe abbandonate e portarle alle piene condizioni di esercizio ed alle funzioni per cui furono pensate, progettate, realizzate, dopo anni di abbandono e di inedia.
Per il direttore dell’area operativa della Sorical, ing Sergio De Marco, quello del Menta è stato «il più interessante ed il più “sfidante” dei progetti che la società ha seguito in questi anni»; un nuovo acquedotto, tra i più complessi del panorama nazionale e che è ormai stabilmente a servizio della Città di Reggio Calabria.
«Quanto alla diga, già completata da anni ma mai avviata all’esercizio – ricorda l’ing De Marco – sotto la nostra regia hanno avuto inizio le operazioni di invaso sperimentale ed oggi, sistemata la complessa strumentazione di controllo della diga e delle sue opere di scarico e con l’autorizzazione ministeriale al raggiungimento della sua quota di massimo riempimento, già ottenuta dal giugno 2018, puntiamo ad ottenere il collaudo finale entro la fine del corrente anno. Per comprendere quanto sia rilevante tale passaggio – puntualizza l’ing De Marco – ci sono dighe, anche in Calabria, che, ad oltre 40 anni dal loro completamento, per i motivi più vari, ancora non hanno ottenuto il collaudo finale ai sensi della normativa speciale sulle dighe».
Ecco come è cambiata l’erogazione: con la messa in esercizio del nuovo schema idrico “Menta”, che ha incrementato notevolmente l’approvvigionamento idropotabile alla Città di Reggio Calabria, si è avuta la possibilità di superare delle criticità in essere relativamente alla qualità dell’acqua, dove è ancora vigente l’Ordinanza Sindacale di non potabilità, e specificatamente nell’area del Centro Storico e in quella di Archi.
L’area del Centro Storico, servita dal Serbatoio Trabocchetto, dove veniva immessa l’acqua emunta dal campo pozzi Calopinace, dopo essere trattata nel dissalatore ( oggi non più in esercizio ), è stata sostituita, in parte, con l’acqua del Menta che ha comportato di conseguenza lo spegnimento di più pozzi e reso potabile l’acqua in uscita dal serbatoio stesso, oltre a garantire un servizio H24.
L’ area del Quartiere Archi, mediante incremento e rimodulazione degli schemi idrici Gallico Marina e Nuovo Pettogallico, sopperendo alla diminuzione di portata al Serbatoio di S. Caterina con una nuova portata dal Menta.
Dopo i primi mesi dall’iniziale messa in esercizio del nuovo acquedotto ed aver superato le inevitabili criticità correlate all’avvio di una infrastruttura completamente nuova che andava ad innestarsi su di un assieme di serbatoi in massima paerte pre-esistenti, ci siamo adoperati per distribuire la risorsa idrica in modo equo e per garantire il servizio in maniera tale da consentire ai tecnici comunali di evitare la consolidata prassi della chisura notturna dei serbatoi e l’esercizio turnato della rete nei serbatoi a Nord della città e precisamente:

Successivamente, venuta meno l’acqua captata dalla sorgente sub-alvea del Tuccio nella zona Sud di Reggio, è stata immessa ulteriore risorsa idropotabile dallo Schema Menta per poter sopperire alla richiesta
Per i seguenti punti di erogazione:





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