M5S diviso. Dieni: «Collaborare con Gaudio». Morra e altri pentastellati insistono su Strada

Si riapre il fronte (interno) delle polemiche mentre la sanità calabrese attende da settimane qualcuno che la governi

ROMA Prime reazioni alla voce della possibile nomina di Eugenio Gaudio, cosentino ex rettore della Sapienza, a commissario al Piano di rientro per la Calabria. Arrivano entrambe dal M5S, già diviso in correnti prima dell’ufficialità. Se, da una parte, Federica Dieni interpreta il sentimento dei calabresi che sentono la necessità di una guida stabile per la sanità, dall’altra Nicola Morra resta fermo sulla posizione del “non va bene” (niente che non sia Gino Strada).
«Apprendo della nomina del nuovo commissario, cui vanno i miei auguri di buon lavoro. Da parte mia ci sarà la massima collaborazione», dice all’Adnkronos la deputata calabrese. Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, invece, commenta che «il professor Gaudio, ex rettore dell’università Sapienza, sarà sicuramente persona validissima, ma in Calabria, per tanti differenti motivi – tra questi la necessità di combattere con radicalità la ‘ndrangheta con le sue infiltrazioni nelle aziende sanitarie – non va bene. Ci aspettiamo che Gino Strada, per tutto quel che simbolicamente rappresenta, vanga a svolgere un ruolo formidabile nell’opera di risanamento della sanità calabrese». Stessa posizione del movimento delle Sardine, che annuncia una mobilitazione contro la nuova scelta. Il governo questa volta pare intenzionato a proseguire sulla strada indicata, chiedendo al fondatore di Emergency di assumere un ruolo da consulente e supervisore esterno. I traccheggiamenti delle ultime settimane hanno fatto perdere tempo prezioso a una sanità già disastrata, che rischia di essere travolta dall’emergenza Covid.

IL FRONTE M5S PRO-STRADA Otto parlamentari del Movimento 5 Stelle – Abate, Auddino, Corrado, Forciniti, Granato, Morra, Sapia,  Barbuto – suggellano poi lo “strappo” dalla linea governativa. «Compatti – scrivono in una nota congiunta – sul nome di Gino Strada. Il decreto è stato pensato per realizzare la centralità della sanità pubblica, non per altro. E chi meglio di Gino Strada può far ciò?». Abate, Auddino, Corrado, Forciniti, Granato, Morra, Sapia, Barbuto aggiungono: «Con le dimissioni di Zuccatelli da commissario ad acta per la sanità in Calabria siamo davanti ad un momento storico per la regione che vuole decidere il proprio destino. Il vento del cambiamento porta il nome di Gino Strada a tutela della sanità pubblica. Le forti richieste di questi giorni arrivate da tutti i calabresi di ogni colore politico sono una chiara indicazione che noi intendiamo rispettare. Dal nostro Governo ci attendiamo coraggio ed un altro atto di discontinuità con il passato. Il modello di sanità che ci propone Gino Strada trasforma il profitto dei privati in servizi sanitari di qualità accessibili a tutti con contestuale aumento dell’occupazione pubblica e garantita. Gino Strada è un puro, e come tutti i puri fa paura, tra l’altro un puro guerriero, la specie peggiore per le lobbies. Nella regione Calabria l’attuale sistema sanitario, oggi in macerie, deve essere rifondato, e la storia e l’esperienza di Strada ci danno le giuste garanzie. Questo – scrivono gli 8 parlamentari M5S – è il pre-requisito per poter affrontare insieme l’attività di conversione del nuovo Decreto-Calabria. I cittadini ce lo chiedono e non possiamo tradire le loro aspettative».





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