Locri, medici “imboscati” e ambulanze vuote

Trasferimenti dei pazienti rinviati per l’assenza di dottori sui mezzi. Mentre il sindacato denuncia l’utilizzo di personale sanitario assunto al 118 per compiti amministrativi. E i posti di Medicina scendono da 30 a 20: si rischia una nuova emergenza

LOCRI Un’ambulanza non può trasportare un paziente dall’ospedale di Locri a quello di Catanzaro. Una scena che, secondo fonti della struttura sanitaria, si è verificata qualche giorno fa. La motivazione può suonare incomprensibile a chi non conosca le difficoltà della sanità in quest’area della Calabria: sul mezzo non c’era un medico. Succede anche questo. Nonostante le sollecitazioni quasi quotidiane di operatori e sindacati. La Uil, ad esempio, si occupa delle difficoltà del dipartimento di Emergenza urgenza quasi ogni giorno. E parla di «una devastante deriva sanitaria che mette quotidianamente a rischio la sicurezza e la vita dei cittadini e degli operatori ligi al loro dovere». Il nodo della sollecitazione rivolta al management ospedaliero e dell’Asp (e anche al prefetto) è la «carenza di personale medico discendente da un illogico e anacronistico utilizzo dello stesso». Chi resta in servizio è ogni giorno costretto a «massacranti turni suppletivi» per coprire le falle alimentate da un utilizzo non proprio ottimale delle risorse. «Tali turni – spiega il sindacato – usurano il personale, configurano un vero e proprio sfruttamento ed espongono l’Azienda a un danno erariale di importante dimensione». In effetti «risulta che numerosi sanitari, assunti a suo tempo per l’area dell’emergenza, per il presidio ospedaliero di Locri e per il Suem, oggi siano illegittimamente utilizzati in altri compiti di istituto». Lavorano altrove, insomma. Torna l’eco di una vecchia polemica (basata, però, sui fatti): quella dei medici utilizzati per mansioni amministrative anziché in corsia. Il commento del sindacato è duro: «Non è plausibile moralmente e legalmente che di fronte ad una situazione di sfascio organizzativo e funzionale il personale medico assunto e inquadrato per svolgere la propria attività nell’Emergenza sia stato destinato ad altri dipartimenti o sia utilizzato in meri compiti amministrativi».
Qualcuno li chiama “imboscati”. Il punto è capire quanti siano. Ed è una delle domande che la Uil rivolge ai manager. Chiedendo loro anche se vi sia personale a suo tempo assunto per il Suem 118 e in atto utilizzato in una sedicente scuola di formazione dove risulterebbe idoneo all’impiego sull’elisoccorso Regionale e inidoneo a medicalizzare un’ambulanza o prestare servizio nella centrale operativa». Altri dubbi: possibile che al 118 lavori «personale sanitario utilizzato esclusivamente in funzioni amministrative per il “coordinamento” sbarchi e raccordo con la Prefettura quando tali incombenze sono in capo al direttore del Suem o al medico di centrale quando l’evento si manifesta?». La confusione è tanta, al punto che la Uil chiede «di conoscere l’elenco completo dei medici assunti in via definitiva al Suem e la loro attuale utilizzazione». E chiude con la minaccia di denunciare tutto alla Procura e alla Corte dei conti. Non è tutto: una disposizione del direttore sanitario stabilisce di ridurre i posti letto del reparto di Medicina dell’ospedale di Locri da 30 a 20. Un’altra spia preoccupante: un calo delle disponibilità negli altri reparti finirebbe, quasi certamente, per sovraccaricare ancora il Pronto soccorso. E con un organico sempre più risicato sarà difficile fronteggiare l’ennesima emergenza. (ppp)





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