Locri, cadaveri spariti per creare “posti” abusivi

Il sindaco Calabrese denuncia il sistema messo in piedi al cimitero: «Complicità di dipendenti infedeli, ora le demolizioni»

LOCRI Scomparse di tombe e cadaveri nel cimitero di Locri. Sepolture rimosse per “liberare” posti da assegnare illegalmente a nuovi abusivi “assegnatari”. Con la complicità di funzionari comunali infedeli. Le denunce arrivano dal sindaco della cittadina reggina, Giovanni Calabrese che ha preso carta e penna e dopo aver presentato un esposto alla Procura si è rivolto direttamente ai suoi concittadini per segnalare quella che definisce «una pratica quarantennale di soprusi».
«Non avrei mai voluto rivolgere questa mia lettera con queste riflessioni a Voi – scrive nella sua missiva Calabrese – per la raccapricciante e aberrante situazione delle condizioni del cimitero della nostra Città, ma è doveroso e corretto far conoscere la vicenda». Una storia “macabra” scoperta dopo la denuncia di qualche famigliare che recatosi al cimitero di Locri per visitare un proprio congiunto non ha trovato più la sua tomba ma quella di un altro. Una pratica non nuova, segnala lo stesso primo cittadino, che aveva portato già l’amministrazione a demolire le tombe abusive ma che ora, a detta di Calabrese, sarebbe addirittura molto più estesa tanto da disegnare «scenario abbastanza inquietante e più grave di quanto ci si potesse aspettare».
«L’ incisivo e determinato intervento, voluto dall’Amministrazione comunale – scrive ancora il sindaco – ha destabilizzato un quarantennale sistema di ambigua gestione del cimitero che ha tenuto in ostaggio tutti noi cittadini locresi. Probabilmente qualcuno non aveva messo in conto l’arrivo delle ruspe, perché negli anni, in palese violazione di tutte le norme, sono state realizzate centinaia di tombe in ogni angolo del cimitero».
«Per anni l’Amministrazione comunale – aggiunge – dopo aver mandato in appalto un progetto di riqualificazione del cimitero e ampliamento dello stesso è stata molto rigida nell’assegnare posti per l’edificazione di nuove tombe. Ma mentre alcuni uffici con scrupolosi e seri funzionari seguivano in modo rigoroso tale indirizzo, qualcun altro, certo e convinto dell’impunibilità, “liberalizzava” l’edificazione di nuove tombe con una sorta di “sblocca cimitero”».
«Cittadini – precisa Calabrese – in molti casi vittime di pochi “ignoti” soggetti che avrebbero ricoperto il ruolo di “mediatori cimiteriali” che con “interne” complicità hanno creato l’illusione di una regolare procedura di assegnazione di posto al cimitero. Scontata ed evidente la complicità di qualche infedele operatore comunale che con il proprio operato ha, quanto meno, favorito tale assurda situazione in un contesto cimiteriale paragonabile tranquillamente ad una “giungla”».
«Numerosi i cittadini raggirati che – racconta il sindaco – nei giorni scorsi, anche su nostro invito, hanno sporto regolare denuncia dell’accaduto. Altrettanto mi permetto di consigliare a tutti i cittadini onesti che conoscono situazioni similari o sono state vittime di tale assurda situazione, di denunciare, perché è nel rispetto dei nostri cari, di un luogo sacro, che deve, assolutamente, rientrare la normalità al cimitero».
E poi racconta una storia emblematica della vicenda accaduta «a due signori che – illustra – mi hanno formalmente denunciato la “scomparsa” della tomba di un proprio familiare, è alquanto sconcertante, ma rispecchia, purtroppo, lo stato delle cose. I due cittadini, infatti, recatisi lo scorso martedì al cimitero per fare visita a un proprio defunto, hanno trovato la sgradevole sorpresa di scoprire una tomba, di recentissima costruzione, al posto di quella del proprio familiare. Una situazione assurda e aberrante prontamente e formalmente denunciata alle competenti autorità che si è unita alle precedenti denunce già fatte dal 2013 ad oggi».
Per il sindaco questa vicenda, «è il frutto di un sistema a tutti noto e da tutti subito in rigoroso silenzio».
«Da anni l’Amministrazione che mi onoro di rappresentare – spiega Calabrese – aveva attenzionato il cimitero cittadino con una serie di denunce e di azioni concrete».
«Mi preme ricordare – passa poi in rassegna – che avevano promesso la “liberazione” del cimitero e su questa direzione senza alcun indugio si sta procedendo. Già nel 2013 si era provveduto, con atto di Giunta, al divieto della “tradizionale” vendita di fiori davanti al cimitero nel periodo della ricorrenza della giornata dei defunti. Si era poi provveduto a sostituire il personale di “custodia” del cimitero provvedendo, come avviene oggi, con chiusura e apertura elettronica del cancello cimiteriale e con un monitoraggio attraverso video sorveglianza dell’ingresso cimiteriale. Si è regolamentato l’ingresso del cimitero con apposita ordinanza sindacale e si è ridotto notevolmente la presenza di visitatori con automezzo. Provvedimenti per alcuni insensati ma obbligati per ripristinare la legalità».
«Tutto ciò non è però bastato – lamenta il sindaco – a fermare un “sistema” che con arroganza e prepotenza ha creato fastidio a vivi e morti». Così il primo cittadino annuncia le novità per affrontare la questione: «In attesa dell’assegnazione del nuovo progetto di ampliamento e riqualificazione l’Amministrazione ha posto un serio e determinato freno a un “modus operandi” che ha portato alla scomparsa anche di tombe e cadaveri».
«Su chi risarcirà i cittadini che hanno speso migliaia di euro per realizzare le tombe – aggiunge Calabrese – oggi demolite, una cosa è certa: si valuterà caso per caso e pagheranno di tasca propria i responsabili del raggiro e dello scempio». Ed infine una scelta determinata del sindaco: «Il cimitero ha imboccato, finalmente, il percorso del ripristino della legalità e non si torna indietro».







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