Da Riace allo Jonio cosentino, la Calabria che «non si lega»

La “resistenza” delle Sardine e dell’ex sindaco Lucano alla visita del leader della Lega. «La sua presenza è una provocazione, non capirà mai il nostro spirito». Proteste, striscioni (e fischi) anche in Presila. A Corigliano Rossano centinaia di persone hanno manifestato contro il “capitano”

RIACE «Salvini a Riace? Il nostro è un paese libero. Noi non offenderemo nessuno, com’è nella nostra natura. A Riace c’è un’esperienza di accoglienza e di riscatto sociale che è comunque legata ad una dimensione non solo italiana, ma Salvini questo non lo capirà mai». Lo ha detto all’Ansa l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, facendo riferimento alla visita che il leader della Lega farà oggi nel centro della Locride diventato modello di accoglienza e di integrazione a livello internazionale.

«SALVINI A RIACE UNA PROVOCAZIONE» «Un gesto che secondo noi è una provocazione»: lo dice a Circo Massimo, su Radio Capital, Jasmine Cristallo, portavoce calabrese delle sardine, sulla tappa oggi a Riace di Matteo Salvini in Calabria.
«Il sindaco di Riace – sostiene Cristallo – ultimamente ha avuto degli atteggiamenti antipatici che hanno coinvolto anche me», ricorda. «Noi abbiamo deciso di rispondere non con una contromanifestazione ma con un gesto simbolico: mentre lui sarà in marina, noi saremo nella parte alta, nel borgo, ci raccoglieremo accanto a Mimmo Lucano, nel luogo dell’accoglienza», annuncia Cristallo. Alla manifestazione, insieme a Lucano, partecipa un gruppo di persone tra cui alcuni migranti ed i loro figli.
L’iniziativa di protesta è in corso nella parte montana di Riace, dove è concentrata la presenza di migranti e dove Salvini non andrà, visto che la visita dell’ex ministro dell’Interno si svolge nella frazione marina del paese. Lucano e gli altri partecipanti alla manifestazione hanno innalzato alcuni striscioni in cui si sottolinea l’importanza dell’esperienza di Riace in materia di accoglienza e integrazione dei migranti.

LA PRESILA “ACCOGLIE” IL LEADER DELLA LEGA Proteste anche in Presila, una delle tappe del tour elettorale di Salvini. Storica area “rossa”, la Presila cosentina ha organizzato un comitato di “benvenuto” fatto di presenze a pochi metri dal palco allestito per il comizio e striscioni appesi alle finestre che affacciano sulla piazza di Spezzano della Sila in cui l’ex ministro dell’Interno era atteso per il proprio discorso. Fischi durante l’intervento del leader della Lega.«Scemo, scemo», hanno gridato, in particolare un centinaio di contestatori al leader del Carroccio durante il suo comizio. «Scemo è dedicato a Mario Oliverio, che non ha fatto una mazza per cinque anni», ha replicato dal palco il leader della Lega. «Mi fate tenerezza. Contestate me – ha continuato Salvini – quando la sinistra ha massacrato la sanità calabrese e cinquantamila di voi vengono a curarsi al nord. Questa è una vergogna per la quale dovreste protestare. Dove governa la Lega gli ospedali li apriamo non li chiudiamo. Per questo chiedo di mandare a casa questa sinistra. Noi non promettiamo miracoli, ma lavoro per chi ha voglia di lavorare. In Calabria, come in Lombardia, vorremmo istituire un assessorato dedicato alla montagna, affidato ad una persona che conosca bene questa terra. L’agricoltura è il primo tema di cui ci occuperemo, perché dobbiamo mangiare sano e italiano».
«Dovreste incazzarvi, piuttosto – ha detto ancora il leader della Lega – con chi per cinquant’anni ha preso il voto dei calabresi e si è fatto gli affari suoi, senza occuparsi di strade, scuole e ospedali. E questo è il risultato. Viva Spezzano e viva la Sila».

IL NO DI CORIGLIANO ROSSANO ALLA LEGA “Salvini si porta dietro tutto quello che si porta dietro il centrodestra”.  Piazza Valdastri, luogo che ospita la manifestazione degli antagonisti, antiSalviniani e Sardine di Corigliano Rossano è “caliente”. Striscioni, cori, canzoni come “Imagine” e “Bella ciao”, discorsi politici contro la Lega ed il centrodestra. Cinquecento persone a manifestare contro il segretario del Carroccio che più tardi parlerà in una piazza vicina, ma non solo.
Corigliano è blindata, difficilissimo accedere in centro anche perché sono in tutto tre gli appuntamenti elettorali: i contestatori in una piazza, Salvini nell’agorà di fronte e a poche decine di metri ci saranno pure l’ex sindaco Pasqualina Straface. Era prevista la partecipazione anche di Jole Santelli che all’ultimo minuto ha dato forfait
Obiettivi “sensibili” degli antagonisti, Salvini, certo – in piazza trasmettono tutti i sui interventi video contro il Sud – ma anche il «carico elettorale – dice qualcuno – che si porterà dietro, a partire da chi si è speso per chiudere il nostro Tribunale».
Decine di striscioni, da “Corigliano Rossano non si lega” a “Nel mio Paese nessuno è straniero”. Al microfono si alternano in tanti. Molto giovani e qualche volto noto come Angelo Broccolo, già segretario regionale di Rifondazione e poi di Sel, oggi in Liberi e Uguali.
«Vorrei chiedere ai predoni del nord – dice – dove sono finiti i nostri soldi. Hanno distratto milioni di euro destinati al Sud per le infrastrutture e per le quote lattee».
Sui muri anche uno striscione di un più autoctono “Movimento “Sardedda” di Corigliano Rossano”, che si ispira alla celebre e buonissima neonata di sarda col peperoncino spalmabile, l’oro per centinaia di famiglie e per migliaia d’anni, la cui pesca è stata vietata dall’Unione Europea. (lu.la)







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