Processo “Xenia”. «Fondi per l’accoglienza usati per attività diverse»

È quanto emerge dalla deposizione del tenente colonnello della Gdf, Nicola Sportelli che ha ricostruito i movimenti bancari di alcune associazioni. Non viene riferito di intercettazioni riguardanti Mimmo Lucano

LOCRI Si è celebrato ieri un altro capitolo del processo relativo all’operazione “Xenia” (ne avevamo scritto qui) che vede oltre 20 imputati tra cui l’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, che ha da poco perso il papà.
Un processo definito “politico” a più riprese, destinato ancora a far parlare di sé, a prescindere dagli esiti.
Ieri è stato la volta del tenente colonnello, già comandante del gruppo territoriale delle fiamme gialle di Locri (all’epoca dei fatti) Nicola Sportelli, chiamato a deporre dopo aver ricostruito la contabilità dell’amministrazione del paesino del Reggino, in relazione al presunto utilizzo improprio dei fondi destinati al sistema dell’accoglienza. E nella deposizione, proprio Sportelli specifica come dalle sue indagini sarebbe emerso che «alcune associazioni hanno destinato parte dei fondi, ottenuti per i rifugiati nell’ ambito dei progetti Sprar, Case Minori, in finalità diverse».
Il finanziere è il teste principale dell’accusa che grazie agli accertamenti bancari delle varie associazioni collegate ai progetti del sistema accoglienza, avrebbe ricostruito i «dirottamenti» dei fondi. Sportelli – riporta la Gazzetta del Sud – ha inoltre riferito di aver individuato nell’arco di tempo che va dal gennaio 2014 al luglio 2017 una distrazione di fondi dal conto corrente dell’ associazione” Città Futura”, alimentato da fondi dedicati per l’accoglienza dei rifugiati, euro 531.752,27 prelevati in contanti, per i quali ha riferito di non aver individuato alcuna giustificazione. Nella corso della lunga e complessa deposizione il teste ha evidenziato che parte del denaro in contante sarebbe stato dirottato per l’acquisto di case, comprensivi dei costi relativi alla ristrutturazione e all’acquisto di mobili, nonché di macchinari e attrezzature necessari per il funzionamento di un frantoio ed infine alcuni fondi dell’ accoglienza sarebbero stati utilizzati per il pagamento di quota parte dei concerti estivi organizzati dal Comune di Riace dal 2015.
Sempre l’ufficiale riferisce anche di alcune intercettazioni degli indagati – nessuna delle quali riferita direttamente a Lucano – che parlano appunto di questi movimenti cercando il modo migliore per mascherarli.
La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 5 maggio.







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