‘Ndrangheta, Acero-Krupy: in appello 10 assoluzioni e sconti di pena

Doppia operazione di Sco e Ros che eseguirono 54 fermi. In primo grado il gup aveva inflitto 37 condanne e una sola assoluzione

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA
Con dieci assoluzioni e forti sconti di pena si è concluso il processo di secondo grado scaturito dall’operazione Acero-Crupy. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, prima sezione penale, ieri ha pronunciato sentenza in parziale riforma della sentenza emessa dal Gup di Reggio Calabria Filippo Aragona il 7 luglio 2017 nel processo celebrato con rito abbreviato. Nonostante il rito il Gup aveva inflitto 37 condanne per cinque secoli di carcere e una sola assoluzione. I giudici di secondo grado invece, tranne in due casi in cui hanno rideterminato le pene confermando però complessivamente il conto finale della condanna, hanno applicato forti sconti di pena (in molti casi la metà) e mandato assolti dieci ricorrenti, quasi nella totalità per non aver commesso il fatto.

L’OPERAZIONE ACERO-KRUPY All’alba del 28 settembre 2015 furono eseguiti 54 fermi disposti dalle procure di Reggio Calabria e Roma, 48 dei quali eseguiti dallo Sco della Polizia e dai Carabinieri del Ros, nell’ambito di due indagini distinte (denominate operazione Acero quella reggina e operazione Krupy quella romana) coordinate dalla Procura nazionale antimafia. Trentacinque i provvedimenti emessi dalla Procura reggina, ventuno quelli della Procura romana, in particolare concentrati a Latina. L’indagine, oltre a colpire il clan Commisso operante a Siderno, e Coluccio di Marina di Gioiosa Jonica, con il sequestro di armi e droga, aveva disvelato gli interessi nel mercato dei fiori in Olanda.

LE PENE RIDETERMINATE DAI GIUDICI D’APPELLO:

  1. Domenico Aquino, pena rideterminata in 8 anni e 6 mesi di reclusione (in primo grado 14 anni e 8 mesi);
  2. Rocco Aquino, pena rideterminata in 13 anni e 4 mesi (in primo grado 20 anni);
  3. Antonio Archinà, pena rideterminata in 8 anni (in primo grado 14 anni);
  4. Domenico Barranca, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 14 anni);
  5. Luciano Bellamina, assolto da tutti capi di imputazione, per non aver commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato;
  6. Carmelo Bruzzese, pena rideterminata in 10 anni (in primo grado 20 anni);
  7. Francesco Cannizzaro, pena rideterminata in 8 anni, 10 mesi e 20 giorni (in primo grado 17 anni e 4 mesi);
  8. Giuseppe Coluccio, confermata la pena a 20 anni di reclusione inflitta in primo grado;
  9. Nicola Coluccio, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 14 anni );
  10. Salvatore Coluccio, pena rideterminata in 10 anni, 9 mesi e 10 giorni (in primo grado 20 anni);
  11. Antonio Commisso, pena rideterminata in 10 anni e 4 mesi (in primo grado 20 anni);
  12. Francesco Commisso, pena rideterminata in 10 anni (in primo grado 20 anni);
  13. Maria Teresa Commisso, pena rideterminata in 2 anni e 4 mila euro di multa (in primo grado 3 anni e 4 mesi);
  14. Alfonso Condino, pena rideterminata in 11 anni (in primo grado 16 anni);
  15. Antonio Crupi, assolto perché il fatto non costituisce reato (in primo grado 6 anni);
  16. Francesco Crupi, pena rideterminata in 2 anni e 2 mila euro di multa (in primo grado 6 anni);
  17. Giuseppe Crupi, pena rideterminata in 8 anni e 6 mesi (in primo grado 15 anni e 4 mesi);
  18. Rocco Natale Crupi, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 14 anni e 4 mesi);
  19. Vincenzo Crupi, pena rideterminata in 8 anni (in primo grado 20 anni);
  20. Massimo Dalla Valle, pena rideterminata in 8 anni (in primo grado 16 anni e 8 mesi);
  21. Federico Ercolani, pena rideterminata in 3 anni (in primo grado 5 anni);
  22. Angelo Figliomeni, pena rideterminata in 10 anni e 6 mesi (in primo grado 20 anni);
  23. Cosimo Figliomeni, pena rideterminata in 10 anni e 6 mesi (in primo grado 20 anni);
  24. Antonio Figliomeno, pena rideterminata in 14 anni, 5 mesi e 10 giorni (in primo grado 20 anni);
  25. Giorgio Gullone, assolto per non aver commesso il fatto;
  26. Susanna Ieraci, pena rideterminata in 2 anni (in primo grado 3 anni e 4 mesi);
  27. Michele Mazza, pena rideterminata in 6 anni e 8 mesi (in primo grado 13 anni e 4 mesi);
  28. Stefano Pizzato, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 13 anni e 4 mesi);
  29. Domenico Ruso, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 20 anni);
  30. Michele Sorbara, pena rideterminata in 5 anni e 4 mesi e 24 mila euro di multa (in primo grado 10 anni);
  31. Antonio Stefano, confermata la pena complessiva a 20 anni di reclusione;
  32. Antonio Strangio, pena rideterminata in 2 anni e 8 mesi e 20 mila euro di multa (in primo grado 5 anni);
  33. Giuseppe Strangio, pena rideterminata in 2 anni e 8 mesi e 20 mila euro di multa (in primo grado 5 anni);
  34. Christian Tassone, pena rideterminata in 2 anni (in primo grado 5 anni);
  35. Nicola Tassone, pena rideterminata in 10 anni, 10 mesi e 20 giorni (in primo grado 20 anni);
  36. Francesco Tavernese, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 14 anni);
  37. Marco Salvatore Tropeano, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado 5 anni)




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