Gratteri: «La scuola aiuti a togliere i giovani dalle strade»

Il procuratore di Catanzaro a Locri per la presentazione del progetto dei campi estivi. «Mi auguro che il Governo investa tanto sulle scuole. I ragazzi del nord escono arricchiti dagli stage nelle regioni ad alta presenza mafiosa. Qui sono più vulnerabili e manipolati da chi vuole demolire la cultura»

LOCRI «Se sono qui a Locri è perché sono fortemente convinto dell’utilità e dell’importanza di questo progetto. Quanto fatto dalla coop Goel è eccezionale e superlativo. La cooperativa, a cui voglio davvero bene e con cui spesso mi sono confrontato ricevendo anche utili consigli e riflessioni, è riuscita a fare rete in Calabria e a dare lavoro a decine di persone in modo onesto, regolare e, quindi, senza sfruttare nessuno. Mi auguro che il governo investa tanto sulla scuola, aumentando, anche di pomeriggio, tutte le attività curriculari ed extracurriculari togliendo così i giovani dalle strade. E poi mi aspetto più progetti diretti all’insegnamento della lingua italiana visto che tanti giovani, tantissimi, non sanno scrivere in italiano». A dirlo è stato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri intervenendo, a Locri, alla firma del Protocollo d’Intesa tra per campi estivi gratuiti per studenti in beni confiscati.
«Da decenni – ha aggiunto il magistrato – i giovani dell’Emilia Romagna, del Trentino e di altre regioni del centro nord che vengono per studi e stage in Calabria e in altre regioni del sud dove è alta la presenza mafiosa, tornano nelle proprie regioni arricchiti e, soprattutto, consapevoli di cosa significa e di come si combatte e si contrasta la criminalità organizzata. Quando, infatti, incontro a distanza di qualche anno questi giovani al nord nei miei viaggi, li vedo cambiati, più adulti e in grado, soprattutto, di impegnarsi contro la mafia sul proprio territorio. Qui in Calabria i giovani sono facilmente vulnerabili e manipolati da chi ha tutto l’interesse di sminuire e demolire la cultura, la scuola e le persone perbene e abbattere tutto quello che è da considerarsi buono e, soprattutto, legale. La scuola, se fatta per come deve essere fatta, può fare tanto per migliorare la situazione».

AZZOLINA: «NON LASCEREMO SOLO NESSUNO» La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha ricordato che «l’obiettivo in tema di scuola è di tornare piano piano alla normalità. In questo percorso è giusto evidenziare che lo Stato c’è. Combattere la dispersione scolastica e togliere più ragazzi dalla strada significa anche non consentire alla criminalità organizzata di attecchire e crescere. Come governo – ha aggiunto – faremo di tutto per migliorare ancora di più la scuola e consentire ai giovani di studiare in sicurezza, di migliorarsi ancora di più e di conseguire lauree con voti altissimi. Il nostro Paese ha bisogno di giovani preparati e in grado di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale. Noi non lasceremo solo nessuno».

MORRA: «L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA» «Oggi con questa firma del protocollo vogliamo far capire che si dà l’avvio a una serie di iniziative che proseguiranno e che porteranno sempre più la scuola italiana ad interessarsi di questioni che finora sono state neglette e abbandonate». Così il presidente della Commissione parlamentare antimafia, il senatore Nicola Morra, ha illustrato ai giornalisti il protocollo d’intesa che ha firmato stamattina nell’auditorium diocesano a Locri con il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e che consentirà, tra l’altro, a mille studenti di 4 regioni di partecipare ai campi estivi in strutture confiscate alla criminalità organizzata. «Dice il generale Governale che è a capo della Dia, che noi – ha aggiunto Morra – siamo l’unico paese al mondo che ha un presidente della Repubblica fratello di una vittima di mafia, senza aver memoria di tutto questo. Senza aver memoria di che cosa significhi, per noi oggi, avere alle spalle 160 anni di disconoscimento del fenomeno perché noi il fenomeno l’abbiamo giuridicamente riconosciuto soltanto nel 1982, dopo l’ennesimo fatto di sangue, dopo l’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, per cui abbiamo deciso che doveva essere istituito il 416 bis».
«In verità – ha proseguito Morra – i fenomeni delle organizzazioni mafiose preesistono rispetto al 1982 da decenni e decenni e probabilmente dall’Unità e anche prima, per cui noi vogliamo educare la futura cittadinanza e quindi i nostri studenti, a saper fare i conti con un’azienda che si nutre di bilanci impostati secondo regole mafiose, con comportamenti giuridicamente improntati a favorire intestazione fittizia di beni, fatture false com’è avvenuto stamattina secondo l’inchiesta promossa a Varese dalla Dda di Milano».
«Quindi – ha concluso Morra – dobbiamo tener conto che non possiamo osannare Leonardo Sciascia e poi non leggerlo ai nostri studenti, perché quante volte lo nominiamo e poi i nostri studenti non vengono formati a comprendere tutto questo? Abbiamo un cinema neorealista e non soltanto che ha messo a disposizione certi contenuti, non possiamo pensare che la mafia sia solo e soltanto il commissario Cattani e la piovra».





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