Clan Cordì padrone del cimitero di Locri, sei condanne

Si è concluso il processo con il rito abbreviato. La pena più alta (10 anni e otto mesi) per Domenico Cordì. Altri 16 saranno processato in ordinario

LOCRI Il primo step del processo “Riscatto-Mille e una notte” si è concluso davanti al gup distrettuale di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, che ha comminato in rito abbreviato condanne per complessivi 35 anni di reclusione agli imputati. Lo riporta la Gazzetta del Sud. Le pene vanno da un minimo di 16 mesi per Domenico Schirripa (sospesa), a un massimo di 10 anni e 8 mesi per Domenico Cordì, classe 1991. È stato riconosciuto il risarcimento dei danni per le parti civili, che erano Regione Calabria, Comune di Locri e un soggetto privato. Queste le condanne: Gianfranco Alì (4 anni e 8 mesi); Antonio Cordì cl. 97 (4 anni); Domenico Cordì cl. 1991 (10 anni e 8 mesi); Vincenzo Cordì cl. 1957 (6 anni); Bruno Zucco cl. 1968 (8 anni e 4 mesi) e Domenico Schirripa 16 mesi (pena sospesa). L’inchiesta ha illuminato le capacità della cosca Cordì di infiltrarsi nelle attività legate ai servizi funebri del cimitero di Locri, dalla vendita dei fiori all’edilizia, fino all’organizzazione dei funerali. Altri 16 imputati saranno giudicati con il rito ordinario.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto