Servizio idrico, Gioia Tauro ricorre contro la richiesta di 11 milioni della Regione

Dopo la decisione della Corte dei Conti, arriva la richiesta della Cittadella di saldo delle annualità dal 1981 al 2004. Il Comune non ci sta e annuncia battaglia legale. Il sindaco Alessio: «La somma è almeno in parte non dovuta»

GIOIA TAURO Dopo la batosta del dissesto sul Comune, un’altra mazzata arriva dalla Regione.
E infatti, l’Ente ha chiesto al Comune di Gioia Tauro di dovere sborsare una somma pari a euro 11.214.504,00, oltre spese ed interessi legali sino al soddisfo per estinguere, a suo dire, il debito residuo per il servizio di somministrazione idropotabile per le annualità 1981-2004.
Invero, è questo un conto salato presentato dalla Regione a molti comuni tra cui anche Reggio Calabria, non certo in una condizione economica florida.
La matrice sarebbe una decisione della Corte dei Conti che aveva richiamato la Cittadella a procedere al recupero del dovuto nei confronti degli enti locali calabresi. E così è arrivata anche l’ingiunzione al Comune di Gioia Tauro che però non ci sta e propone ricorso contro questa richiesta. Come tuonato dal sindaco, Aldo Alessio, almeno in parte la somma richiesta non sarebbe dovuta: «Ritenuto, a fronte della documentazione agli atti del fascicolo relativo alla pratica e malgrado le difese esposte dai ricorrenti, opportuno costituirsi nel giudizio onde contrastare in sede giudiziaria le deduzioni in esso contenute, formulando l’opportuna difesa tecnica che sia idonea alla tutela degli interessie dei diritti dell’Ente».





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