I “furbetti” dell’Arsac: in soli tre mesi una trentina di “strisciate” dal lavoro – VIDEO

I numeri dell’operazione Swipe: 18 indagati, 15 misure cautelari, 5 agli arresti domiciliari. Finisce nell’indagine del Commissariato di Gioia Tauro anche il direttore dell’ufficio

di Fabio Papalia
GIOIA TAURO
 In soli tre mesi di indagine c’è chi avrebbe usufruito della timbratura del badge una trentina di volte, totalizzando un importo di circa 1500 euro per il salario ingiustamente percepito che adesso dovrà restituire. Nel giro di pochi giorni una nuova indagine sull’assenteismo scuote la Piana di Gioia Tauro, segno evidentemente di un’attenzione concentrica da parte della Procura di Palmi coadiuvata dalle varie forze di polizia. Anche la Polizia di Stato, con il commissariato di Gioia, il più importante di tutta la fascia tirrenica, ha dato il suo contributo. «Il commissariato di Gioia Tauro è particolarmente vessato di tantissime incombenze legate alla tendopoli di San Ferdinando e al Porto di Gioia Tauro e nonostante ciò riesce anche a lavorare nel settore della polizia giudiziaria facendo tantissimi arresti su strada, di spacciatori e trasportatori di stupefacenti, ma anche indagini più complesse con la Procura di Palmi o la Dda di Reggio Calabria». Lo ha affermato il questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone, intervenuto stamani alla conferenza stampa presso il commissariato di Gioia Tauro, insieme al dirigente del Commissariato, il primo dirigente Diego Trotta e al suo vice, il commissario capo Andrea Matrella, per illustrare i dettagli dell’operazione Swipe, che ha visto la Polizia di Stato eseguire 15 misure cautelari per 14 dipendenti (uno è deceduto) dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese – Area 6, Sezione di Gioia Tauro.

«Questa operazione – ha aggiunto il questore Vallone – è tipica di attività di contrasto ad alcune forme di malcostume, il cosiddetto fenomeno dell’assenteismo, da parte di soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione. In questa zona ultimamente ne sono state fatte diverse. Questa volta il commissariato ha operato con attività tecniche insieme alla Procura della Repubblica di Palmi, con il procuratore capo Ottavio Sferlazza che ha operato in persona su questa indagine e il pm Rocco Cosentino, consentendo l’emissione di numerose misure di custodia cautelare che sono state eseguite stamattina».
Il primo dirigente Trotta ha illustrato il modus operandi dei dipendenti assenteisti, che sono stati “videoripresi” da telecamere nascoste dagli investigatori, mentre da soli strisciavano anche 5 badge uno dopo l’altro. Tra gli indagati anche il direttore dell’ufficio. I dipendenti si erano “organizzati” in turni, in modo da assolvere al compito della strisciatura a rotazione. «La quasi totalità dei dipendenti – ha affermato Trotta – era solita ricorrere allo strumento della falsa “beggiatura”».
Nel dosare le misure cautelari, il gip Carlo Alberto Indellicati ha differenziato le posizioni dei 15 indagati grazie a una valutazione “combinata” del numero di volte in cui è stata effettuata la timbratura del badge per altri colleghi o si è goduto della timbratura da parte di altri, del danno causato alla Pubblica Amministrazione e degli eventuali precedenti giudiziari. A qualcuno dei dipendenti indagati, infatti, viene contestata anche la recidiva specifica e reiterata. Il gip ha escluso invece la configurabilità di un’associazione per delinquere finalizzata ai reati contestati (che pure è stata ipotizzata dalla Procura), ritenendo che manchi la “tendenziale” permanenza del vincolo associativo che non sembra destinato a durare anche oltre la realizzazione dei delitti concretamente programmati. L’accordo tra le parti, secondo il gip, appare destinato unicamente alla realizzazione della timbratura del badge ed è da ritenere inquadrabile nel concorso di persone nel reato. Completa aderenza alla richiesta della Procura, invece, nel disporre il sequestro per equivalente delle somme indebitamente percepite, anche dai 3 indagati non raggiunti da misura cautelare. (redazione@corrierecal.it)





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