Traghettamento Tir a Reggio, Mega: «Solo con il consenso dei territori»

Il presidente dell’autorità portuale dello Stretto è stato a Reggio per annunciare interventi da 500mila euro per il porto cittadino. «Finora sono contrari sia la Regione che i Comuni di Reggio e Villa»

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA «Non si possono realizzare infrastrutture in contrasto e senza la condivisione del territorio». Con queste parole il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Mario Mega, che giovedì mattina per la prima volta ha incontrato la stampa a Reggio nella sede della direzione Marittima, sembra “chiudere” il porto di Reggio all’ipotesi di traghettamento dei mezzi pesanti ideato dalle società private. Sarà il comitato di gestione a esprimersi ufficialmente, ma il parere del presidente è già un buon viatico.
L’incontro con Mega, alla presenza del direttore marittimo Antonio Ranieri, è stato l’occasione per presentare i primi mesi di lavoro dell’autorità, che ha annunciato due interventi del valore complessivo di 500mila euro da realizzare al porto di Reggio Calabria.
GLI INTERVENTI PER REGGIO Il primo intervento, per una spesa di 260mila euro, riguarda lo stabile presente al varco nord del porto, che verrà riqualificato per ospitare gli uffici dell’autorità di sistema, che temporaneamente dispone di un ufficio presso la Direzione Marittima e che grazie all’utilizzo dello stabile potrà ampliare il numero di dipendenti che lavoreranno nel porto di Reggio. Una soluzione anche questa temporanea, in attesa di riqualificare la sede storica della Capitaneria di Porto, che potrebbe ospitare sia gli uffici dell’autorità di sistema che altri uffici della Direzione Marittima.
Il secondo intervento, per 240mila euro, intende rendere più sicuro il porto, delimitando il ciglio della banchina, ad oggi a rischio di caduta in mare.
COMITATO DI GESTIONE, MANCA IL DELEGATO DI FALCOMATÀ Per rendere pienamente operativa l’Autorità di sistema si attende il completamento del comitato di gestione, composto dal presidente Mega, dal direttore marittimo di Catania, e da altri 4 componenti, i due designati dai sindaci metropolitani di Messina e Reggio Calabria, e dai due presidenti di Regione Calabria e Sicilia. «Il sindaco metropolitano di Messina – ha affermato Mega – ha già designato il suo componente, quello di Reggio Calabria so che lo farà nella prima settimana di marzo. A quel punto per legge saremo operativi e potremo avviare le attività a pieno regime in attesa che poi le due regioni integrino con i loro componenti».
TURISMO CROCIERISTICO Mega ha anche annunciato che l’autorità intende promuovere la “destinazione Stretto” , un sistema portuale integrato da proporre nel circuito della crocieristica, a partire dalla fiera di Miami, diversificando l’offerta a seconda della stazza delle navi, per le quali il porto di Messina è già attrezzato, che permetterebbe anche a navi da crociera più piccole di essere accolte in porti più piccoli come quello di Reggio Calabria. «Valorizzare le eccellenze – ha spiegato Mega – in materia ambientale, storica e culturale di questi territorio, non escludendo la possibilità di incrociare fra le due sponde le destinazioni delle escursioni che i crocieristi potranno svolgere. Cercheremo di promuovere e mettere in campo un’offerta turistica per far sì che anche una nave che arrivi a Messina possa trovare una nuova destinazione nel porto di Reggio per passare la giornata nella città di Reggio Calabria».
TRAGHETTAMENTO DEI TIR DA REGGIO CALABRIA Il presidente Mega rispondendo alle domande dei giornalisti ha chiarito il suo pensiero sull’ipotesi a cui stanno lavorando le compagnie di navigazione privata, che vorrebbero un approdo a Reggio Calabria per il traghettamento dei tir. Il nodo marinaio che impedirà alle compagnie mollare l’ancora su Reggio si chiama “piano regolatore di sistema portuale”: «La pratica ci è stata trasferita dall’autorità marittima perché oggi la competenza è nostra. Ho già avuto modo di dire pubblicamente nelle scorse settimane che si tratta di materia che potrà essere affrontata nel momento in cui sarà costituito il comitato di gestione, perché si tratta dell’utilizzo di beni demaniali per il quale è importante che sia a regime la governance dell’ente. Credo che la presenza dell’autorità di sistema oggi mette sul tavolo delle competenze nuove. Il piano regolatore di sistema portuale sarà uno dei primi strumenti di programmazione di cui ci dovremo dotare perché sarà un piano in cui andremo a definire le funzioni di ogni porto e soprattutto le relazioni del porto con il territorio retrostante. Realizzare degli approdi senza valutare compiutamente e completamente l’impatto che poi quei nuovi approdi possono comportare alla città in termini di attraversamento? Dovremo valutare se quegli ingenti flussi di traffico che eventualmente verrebbero scaricati sugli accosti proposti di Pentimele sono compatibili con l’attuale struttura viaria urbana ed extraurbana di Reggio. A valle di queste valutazioni potremo dire se quegli accosti sono realizzabili».
IL PIANO REGOLATORE PORTUALE DI MESSINA Fra 3 anni lo scenario è destinato a cambiare, tanto vale fare una programmazione che ne tenga conto: «Questo – ha proseguito Mega – non leva dal tavolo una problematica importante, e che l’autorità di sistema portuale all’interno di quel piano regolatore di sistema portuale dovrà definire: nel giro di 3 anni tutto il traffico traghetti da Messina, per previsione del piano regolatore portuale di Messina approvato, si sposterà sul nuovo porto di Tremestieri e a quel punto ci troveremo con la necessità di individuare un porto corrispondente per i mezzi e gli automezzi che non incidano troppo sui tempi di attraversamento. Non c’è una preclusione ideologica alla realizzazione degli accosti proposti dagli operatori privati, c’è solo la necessità di operare all’interno di questa programmazione complessiva l’effettivo impatto, l’effettiva utilità, l’efficacia ai fini trasportistici e poi in ogni caso una valutazione complessiva perché non possiamo mai programmare interventi di questo tipo avendo una visione a qualche anno. Qui stiamo intervenendo sul territorio e quando si interviene sul territorio bisogna avere la capacità di avere una prospettiva più lunga, cercare di capire almeno tra 10-15 anni quale potrà essere l’impatto di una scelta rispetto ad un territorio».
LA CONTRARIETÀ DI REGIONE, COMUNI DI REGGIO E VILLA Non si possono fare i conti senza il territorio, e questo Mega lo ha ben chiaro: «Infine registro che al momento comunque sia l’amministrazione comunale di Reggio, che quella di Villa, sia la Regione Calabria, si sono dichiarate assolutamente contrarie e quindi dalla mia idea non si possono realizzare infrastrutture in contrasto e senza la condivisione del territorio».
Al termine dell’incontro il presidente Mega e il suo staff si è spostato a Villa San Giovanni, anche lì c’è tanto da fare, soprattutto per i passeggeri a piedi: «Appena possibile dovremo trovare una soluzione per i passeggeri a piedi che dall’approdo della Caronte vanno alla Stazione ferroviaria, è una situazione che grida vendetta, sarà uno dei primi interventi di cui ci occuperemo. Un approfondimento lo merita pure il sottopassaggio ferroviario attraversato da tutti quei flussi di traffico». (redazione@corrierecal.it)







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