“Odissea” in riva allo Stretto, Santelli: «Situazione parzialmente risolta»

Arriva l’annuncio di Santelli dello sblocco limitato dell’ordinanza della Regione Sicilia che sta tenendo “in ostaggio” centinaia di persone all’imbarcadero di Villa

VILLA SAN GIOVANNI Era stata anticipata dalla governatrice della Calabria. «Si risolve parzialmente con l’imbarco di donne, alcune in gravidanza, bambini e persone anziane la situazione di Villa San Giovanni». Così Jole Santelli, presidente della Regione Calabria commenta la notizia dello sblocco della vicenda che aveva portato ad una polemica con il governatore della Sicilia, Lello Musumeci. Al centro il fermo di centinaia di persone agli imbarcadero di Villa San Giovanni dopo la decisione del presidente siciliano di non consentire l’ingresso sull’isola. Da quanto si è appreso circa la metà dei viaggiatori che erano in colonna a Villa sono stati scortati dalle forze dell’ordine fino al porto di Reggio Calabria dove saranno poi imbarcati con direzione la costa siciliana. «Sono lieta che, dopo un pomeriggio di interventi con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega della Regione Siciliana, Lello Musumeci – si affretta a dire Santelli per chiudere la vicenda – si sia arrivati alla messa in sicurezza delle persone più fragili». «Ringrazio sentitamente le forze dell’ordine – ha poi concluso in un’altra nota trasmessa in serata dalla stessa governatrice – che hanno straordinariamente svolto il loro lavoro in una situazione difficile e complessa. Un grazie da parte mia e di tutti i calabresi».
L’ODISSEA DEI VIAGGIATORI «È una situazione surreale. Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera Costa Pacifica, dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia. La polizia ferroviaria ci ha permesso di partire da Roma con la nostra autocertificazione, ma in Calabria siamo stati bloccati perché la Sicilia è chiusa». È il racconto disperato di Gianna che, con il marito, un collega della Costa Crociere, e altre dieci persone, è ferma dalle 14 in una saletta della stazione di Villa San Giovanni. «Da ore siamo al freddo, ammassati in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggerci. Hanno chiuso anche i bagni fino a domani mattina. Siamo partiti sani e rischiamo di arrivare ammalati. Noi vogliamo soltanto raggiungere la nostra unica casa, non abbiamo altri posti dove andare», dice all’Ansa Gianna. Le tredici persone sono state denunciate per non avere rispettato il decreto che impedisce gli spostamenti sul territorio nazionale.
Intanto da stasera si sono imbarcate le prime auto con un centinaio di persone, tra cui donne incinte. Domani mattina dovrebbero essere imbarcati altri mezzi. Mentre 13 persone sono ancora in una saletta della stazione di Villa San Giovanni in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggersi. Hanno chiesto delle coperte alla polizia perché dovranno aspettare fino a domani per raggiungere la Sicilia. (rds)







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