“Nemea”, a processo 15 presunti esponenti del clan Soriano

Tra le persone rinviate a giudizio anche il boss del clan di Filandari. Rito abbreviato per il rampollo pentito Emanuele Mancuso

VIBO VALENTIA Il gup distrettuale di Catanzaro Claudio Paris ha rinviato a giudizio 15 persone coinvolte nell’operazione “Nemea” contro il clan Soriano di Filandari, nel Vibonese. Il processo si aprirà il 25 marzo prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, estorsioni e danneggiamenti a colpi di pistola e mediante ordigni esplosivi – reati aggravati dalle modalità mafiose – le accuse mosse a vario titolo agli imputati. Fra i rinviati a giudizio, Leone Soriano (foto, a sinistra) , accusato di essere a capo dell’omonimo clan, il fratello Domenico Soriano, il nipote Giuseppe Soriano, la moglie Rosetta Lopreiato e la cognata Graziella Silipigni. Rinviati a giudizio anche Giacomo Cichello, Luca Ciconte, Francesco Parrotta, Caterina Soriano, Massimo Vita, Mirco Furchì, Domenico Nazionale, Maria Grazia Soriano, Giuseppe Guerrera, Luciano Mario Artusa e Alex Prestanicola.
Emanuele Mancuso (foto, a destra), rampollo dell’omonimo clan di Limbadi e che dal giugno scorso collabora con la giustizia, è stato ammesso al rito abbreviato.
Nel collegio difensivo gli avvocati Gianni Russano, Nicola Carratelli, Diego Brancia, Domenico Procopio, Diego Brancia, Francesco Sabatino, Pamela Tassone.







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