ZOOM SU VIBO | I rapporti clan-politica al centro della campagna elettorale – VIDEO

Su L’Altro Corriere Tv il dibattito tra i candidati a sindaco. Le intercettazioni contenute nell’inchiesta sul clan dei Piscopisani al centro della contesa

VIBO VALENTIA L’appuntamento con le urne si avvicina e i quattro candidati a sindaco della città di Vibo Valentia si confrontano nel corso della trasmissione Zoom su Vibo, format televisivo nato dalla partnership tra il gruppo Corriere della Calabria-L’Altro Corriere e Zoom24. Il confronto è andato in onda su L’Altro Corriere Tv, canale 211 del digitale terrestre, e in diretta streaming su laltrocorriere.it (nel video in basso la puntata integrale).
Un dibattito aspro e non senza qualche momento di tensione quello vissuto negli studi televisivi. Ad animare i contendenti il tema delicato della legalità, le ventilate collusioni della politica con la ‘ndrangheta e, soprattutto, alcune intercettazioni contenute nel faldone dell’inchiesta antindrangheta denominata “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, protagonista di faide sanguinarie sul territorio vibonese. Intercettazioni che vedrebbero coinvolti un ex assessore comunale transitato dal Pd all’area di centrodestra e ispiratore di una lista a sostegno di Maria Limardo e un ex consigliere comunale candidato nella medesima compagine. A tal proposito, durissimo è stato l’affondo del candidato del Movimento Cinquestelle nei confronti di Maria Limardo: «Se fossi in lei, sarei molto preoccupato – ha detto Santoro – perché se vincesse le elezioni la Limardo il Comune rischierebbe di essere sciolto». Apriti cielo: la candidata del centrodestra ha minacciato querela, chiarendo di conoscere la maggiore quantità dei suoi candidati, e i referenti delle singole liste: «Persone serie, intellettualmente oneste e integerrime»; mentre Stefano Luciano ha rassicurato tutti sul fatto che «tali soggetti non facciano parte del nostro progetto politico per la città».
In ballo sono state tirate anche le affermazioni dell’ex sindaco di Vibo Valentia Elio Costa che, sostanzialmente, alla luce delle intercettazioni avrebbe individuato la causa della sfiducia alla sua amministrazione, avvenuta nello scorso mese di gennaio, in «retroscena inquietanti e poco chiari». Insomma, una puntata bollente nella quale tuttavia si è parlato anche del dissesto finanziario, del modo in cui riportare in auge una città in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita, di cultura e fondi europei, oltre che dello sviluppo tecnologico e del recupero dell’area industriale pressoché dismessa.







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