Individuate e distrutte cinque piantagioni di canapa nel Vibonese

Le piante avrebbero potuto garantire guadagni illeciti fino a 250mila euro. Sinergie tra vari reparti della Guardia di finanza per portare a termine l’operazione a Fabrizia

VIBO VALENTIA I finanziari del Comando provinciale di Vibo Valentia, assieme a militari della Stazione navale di Vibo Valentia e di Roccella Jonica, con il supporto di un elicottero della Sezione aerea di Lamezia, hanno individuato nel territorio del Comune di Fabrizia alcune coltivazioni sospette fra la fitta vegetazione che ricopre le alture e le strette vallive delle Serre Vibonesi. Una volta battuta l’area interessata, risalendo i pendii, gli investigatori hanno trovato, in un contesto privo di sentieri e indicazioni, una rudimentale rete di irrigazione a cui erano collegate, ben 5 piantagioni di canapa indiana occultate dalla vegetazione di difficile accesso.

Al termine di una giornata di ricerca complicata dalle condizioni dell’area e dalle alte temperature di questi giorni, i finanzieri hanno estirpato ben 268 piante, poi distrutte in accordo con l’autorità giudiziaria di Vibo Valentia e acquisiti elementi per le successive indagini tese a individuare i responsabili. Le piante eliminate avrebbero potuto garantire guadagni illeciti sino a 250mila euro.
Importante la sinergia tra diversi reparti. In Calabria il presidio del territorio, sotto l’egida del Comando Regionale di Catanzaro, è garantito dalla componente territoriale dei Comandi Provinciali e dalla componente specializzata costituita dal Reparto Operativo Aeronavale (Roan) di Vibo Valentia, articolato lungo tutta la costa regionale sui diversi presidi della Stazione Navale di Vibo Marina e rinforzato dalla componente degli elicotteri della Sezione Aerea di Lamezia Terme.

«Tali Comandi – si legge in una nota –, agendo sinergicamente sono in grado di esprimere una efficace capacità operativa a repressione delle fenomenologie illecite che interessano il territorio. È noto che taluni criminali, sfruttando l’orografia impervia dell’entroterra predispongano delle coltivazioni di sostanze stupefacenti occultate in aree remote e isolate, contando sugli ingenti profitti assicurati dai raccolti. Periodicamente le forze di polizia riescono nel non facile compito di interferire in queste attività illegali, individuando ed estirpando le coltivazioni, distruggendo le piante cresciute nelle aree».





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