Continua la diatriba su Natuzza, dalla Fondazione una “supplicatio” al vescovo

I soci dell’ente ispirato dalla mistica di Paravati si appellano al presule dopo la revoca del riconoscimento ecclesiastico

MILETO Continua la diatriba tra la Fondazione che fu ispirata da Natuzza Evolo e la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Dopo che il vescovo Luigi Renzo, lo scorso 3 luglio, ha revocato l’assenso diocesano alla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, i soci fondatori dell’ente – nato su ispirazione della mistica di Paravati morta il primo novembre del 2009 – hanno presentato una “supplicatio” con cui, in applicazione del diritto canonico, chiedono la revoca del decreto con cui il vescovo ha ritirato il riconoscimento ecclesiastico aprendo di fatto la strada alla soppressione della Fondazione alla luce della cancellazione dal relativo Registro degli enti giuridicamente riconosciuti come legati alla Chiesa. Nella “supplicatio” i soci ripercorrono diverse tappe della storia della Fondazione rimarcando come l’ente abbia operato sotto la guida della mistica che ne è stata ispiratrice e dei suoi padri spirituali, don Pasquale Barone e padre Michele Cordiano. Resta ora da vedere se il vescovo accoglierà o rispedirà al mittente l’apertura al dialogo dei soci della Fondazione, con cui va avanti da oltre tre anni una diatriba il cui ultimo atto si era consumato, prima del decreto del 3 luglio, con la risposta negativa, da parte della Fondazione, alla richiesta di concessione in comodato della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime.







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