Gratteri e Nicaso a Vibo per raccontare la ‘ndrangheta nascosta

Al via a Palazzo Gagliardi domenica 8 dicembre Vibook. Alle 19.30 la presentazione del libro “La Rete degli invisibili”. Dialogherà con gli autori il direttore di Zoom24 Mimmo Famularo

C’è un lato della ‘ndrangheta che non si vede ma è molto più pericoloso di quello che finisce alla ribalta della cronaca nera e giudiziaria. E’ la ‘ndrangheta del terzo millennio. Non ha bisogno più di minacciare o uccidere ma ha la necessità di corrompere per conquistare nuovi mercati e riciclare. Da picciotti e latifondisti ad imprenditori e manager pronti ad investire nelle borse di tutta Europa. Sono i nuovi boss, quelli dell’era digitale che hanno abbandonato la coppola e la lupara e hanno indossato la giacca e la cravatta. Non sparano ma comprano tutto ciò che si può comprare: i politici per controllare i flussi di denaro pubblico, gli imprenditori per “lavare” il denaro “sporco” accumulato con il business del narcotraffico, i professionisti del riciclaggio internazionale per mettere al riparo un “tesoro” miliardario.

Il lato “grigio”. Non c’è più il nero o il bianco ma esistono oggi diverse sfumature di grigio che messe insieme formano la “rete degli invisibili” raccontata dal procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri, da oltre 30 anni in prima fila nella lotta alla ‘ndrangheta e al narcotraffico, e dal professore italo-canadese Antonio Nicaso, tra i massimi esperti e studiosi internazionali delle organizzazioni criminali. Il loro ultimo libro, edito da Mondadori, è già un successo e a Vibo sarà presentato ufficialmente domenica 8 dicembre nell’ambito della giornata inaugurale di “Vibook”, la fiera dell’editoria calabrese. Ad ospitare il procuratore Gratteri e il professore Nicaso sarà il monumentale palazzo Gagliardi per un appuntamento attesissimo in programma alle 19.30. A dialogare con gli autori sarà il direttore di Zoom24, Mimmo Famularo.

La rete degli invisibili. Nicola Gratteri e Antonio Nicaso racconteranno l’altra faccia della ‘ndrangheta, quella che fa affari con la malapolitica, con gli imprenditori collusi e con la massoneria deviata. Un “network criminale” che ha trasformato l’insieme dei clan calabresi in una holding mondiale capace di fatturare più di Mc’Donalds. E se in Italia oggi è più difficile riciclare per via dell’asfissiante legislazione antimafia, l’Europa è una prateria da esplorare e conquistare con la complicità di Stati e Banche che preferiscono chiudere un occhio per avere maggiore liquidità. Un paradosso che alimenta la forza della ‘ndrangheta 2.0 la quale sfrutta le potenzialità del web e delle criptovalute per diventare più ricca e più potente. E mentre i suoi tentacoli avvolgono tutta Europa, la Calabria resta povera sotto il controllo asfissiante dei clan.

Modernità e arcaicità. Il nuovo libro di Gratteri e Nicaso mette in evidenza anche questi paradossi, li spiega e li analizza. Svela retroscena e aneddoti come il profilo social dell’ex boss vibonese, oggi collaboratore di giustizia, Andrea Mantella che tramite facebook impartiva ordini ai suoi sodali. Racconta la forza e la debolezza dei “boss digitali”: dalla scalata al potere fino al pentimento di alcuni dei loro figli. Cita gli esempi di Giuseppe Giampà, Francesco Faraò ed Emanuele Mancuso, il rampollo dell’omonimo clan di Limbadi che ha aperto uno squarcio nel muro di omertà della potente cosca vibonese. Come hanno fatto le “fimmine” ribelli: Giuseppina, Maria Concetta, Loredana, Oksana. Donne di ‘ndrangheta che si sono ribellate alle logiche mafiose dei clan per il bene dei loro figli. Perché in fondo – come spiegano Gratteri e Nicaso – la ‘ndrangheta, pur moderna, ricca e potente, può essere svuotata dall’interno.







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