RINASCITA | Denaro al capo dei vigili per “chiudere un occhio”. «Gli devo dare la mazzetta»

I rapporti tra Giovanni Giamborino e Nesci nelle carte della Dda di Catanzaro. La promessa di pagare un debito che il comandante aveva con un tale “Davide” e l’impegno del graduato per un cambio di destinazione d’uso

di Alessia Truzzolillo
VIBO VALENTIA
Un permesso di costruire in cambio di denaro. Questo il “patto” che – secondo l’accusa sarebbe avvenuto tra Giovanni Giamborino, 58 anni, e Filippo Nesci, 48 anni, comandante dei Vigili urbani e dirigente del settore Urbanistica del Comune di Vibo Valentia (finito agli arresti domiciliari). I fatti risalgono a novembre 2016 e sono stati registrati dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita Scott” che ha travolto le locali di ‘ndrangheta del Vibonese. Nel corso delle indagini è emersa – si legge nelle carte della Dda di Catanzaro – la permeabilità di membri delle istituzioni e della pubblica amministrazione alla criminalità organizzata. Giovanni Giamborino (destinatario di misura cautelare in carcere) è accusato di associazione mafiosa quale appartenente della locale di Limbadi, capeggiata dalla famiglia Mancuso. Secondo quanto emerge dai brogliacci dell’inchiesta, Giamborino aveva il compito di mantenere «per conto del proprio gruppo (e nello specifico su disposizione di Luigi Mancuso), i rapporti con esponenti di altre articolazioni della ‘ndrangheta, tra i quali Saverio Razionale, e con i “colletti bianchi” (professionisti, imprenditori, politici, appartenenti alla massoneria), quali Giancarlo Pittelli e Ugo Bellantoni, di riferimento per la risoluzione dei problemi dell’organizzazione».
Dalle indagini emerge che Giamborino «avesse iniziato ad ottenere la disponibilità del Comandante Nesci (che aveva rateizzato, pur non potendolo fare con le modalità concesse, il pagamento degli oneri legati al rilascio del permesso) e che, in cambio gli aveva promesso di accollarsi un debito che il Nesci aveva con tale “Davide” per l’ammontare di 10mila euro».
IL RICATTO DI DAVIDE Dalle intercettazioni è emerso che il “Comandante”, ossia Nesci, in occasione dei lavori eseguiti per la propria abitazione, si era servito dei vigili urbani che, durante la notte, utilizzando un camion del Comune, avevano rimosso “l’eternit”. Giamborino sottolineava, a riprova di ciò, che “Davide” fosse in possesso delle fotografie scattate in quella circostanza per ricattare in qualsiasi momento «il comandante». «Quando ha fatto lui la casa, i vigili urbani gli facevano gli operai di notte a notte… e gli toglievano l’eternit con il camion del Comune… ed il cornuto di Davide aveva le fotografie, per ricattarlo quando vuole… non paga a nessuno… a Gerri non l’ha pagato… a quello non l’ha pagato… là ad Arena non ha pagato… a Franco ancora gli deve soldi»

Filippo Nesci

MAZZETTE E CARTE VELOCI A luglio Giovanni Giamborino conversa con un amico e gli confida: «Cornuto… la mazzetta mi ha chiesto… Mi ha chiesto la mazzetta… gliela devo dare». Nesci, traspare dalle parole di Giamborino, ha una posizione solidissima all’interno del corpo dei vigili urbani di Vibo: «… purtroppo c’è sempre lui che ancora è giovane … che cinquanta anni ha … e per altri 15 anni a Vibo c’è lui … hai capito?! E lui … il posto suo non glielo toglie nessuno là … comanda sempre i Vigili … non lo possono cacciare mai dai Vigili … dall’Urbanistica lo possono mandare via … dai Vigili no … perché è vincitore di concorso». Anche al cugino Pino Galati, Giamborino spiega la stessa dinamica: «La mazzetta la devo pagare al comandante di vigili». «Che mazzetta?», chiede il cugino. «Quanto… gli do per tenerlo buono – spiega Giamborino – per caricarlo sotto… un paio di mila euro… sta facendo le carte tutte veloci… a lampo di pistola… e se non ero io non andavano da nessuna parte… ora cesare lunedì mi deve dare le carte».
IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO A novembre si prospetta la necessità di ottenere il certificato di abitabilità in modo da poter convertire una parte dell’immobile (cioè il piano interrato, rendendolo più appetibile per la vendita. L’interrato andava realizzato con un’altezza di 2,70 metri in modo da realizzare dei locali a norma e quindi abitabili. Per realizzare il tutto sarebbe stato necessario «mollare» 10mila euro al «comandante». «Per sfasciare questa merda di platea … se no non la sfasciavo … che con il comandante … diecimila euro che gli mollo … mi fa il cambio di destinazione d’uso …li … si … sottoterra … me lo porta a laboratorio … me lo porta abitabile … come cazzo voglio … che già ho parlato … per questo sto battendo … per non perderlo nemmeno sotto… perché se lo vuole il Cin Cin … sotto gli serve come laboratorio … e pure che non lo vuole il Cin Cin è sempre buono averla l’altezza». C’è da specificare che il Cin Cin Bar al quale si riferisce Giamborino – e che sarebbe interessato all’immobile – appartiene a Gianfranco Ferrante che con Giamborino è considerato appartenete alla locale di Limbadi ed è proprio all’interno del suo locale che avvengono gli incontri tra i sodali della consorteria.
PACTUM SCELERIS Secondo il gip Barbara Saccà, sebbene dalle conversazioni emerga che l’accordo corruttivo parta dal pubblico ufficiale, il patto appare comunque libero, tanto che Giamborino, non solo avrebbe aderito «”liberamente” all’accordo con il Nesci, ma ciò ha fatto prevedendo poi una situazione di futuro assoggettamento dello stesso a qualunque tipo di richiesta (“però dopo ce l’ho sempre dalla cavezza”)». Un patto libero tra i due tanto che Nesci avrebbe chiesto a Giamborino la disponibilità della sua casa a Forlì per stare dieci giorni con la moglie.
GLI ALTI E BASSI DELLA CARRIERA DI NESCI Benché Giamborino avesse pronosticato che Filippo Nesci sarebbe stato inamovibile dal suo posto «per altri 15 anni», in realtà la carriera del comandante dei Vigili urbani di Vibo – ricostruita nella richiesta di misure cautelari della Dda di Catanzaro – ha conosciuti diversi alti e bassi. Nesci ha iniziato la propria carriera tra la Questura di Reggio Calabria e il Commissariato di Siderno. Nel 2009 vince il concorso per il comando del corpo della polizia municipale del Comune di Vibo Valentia. Ad agosto 2014 era stato sospeso per 30 giorni dal servizio con decreto sindacale. A settembre 2014 (mentre oltre alla carica di comandante dei Vigili ricopriva anche quella di dirigente del settore Patrimonio, Mercati, Fiere) è stato sospeso per 90 giorni dalle funzioni di Comandante della Polizia Municipale. Il 30 ottobre 2014 l’allora sindaco di Vibo Nicola D’Agostino nominava responsabile del Corpo di Polizia Municipale Sebastiano Tramontana, per un ulteriore periodo di 30 giorni. Filippo Nesci veniva poi nominato dallo stesso sindaco, il 29 gennaio 2015, con decreto sindacale, dirigente del settore Governo del territorio. Quando Nesci viene sospeso dall’incarico dal sindaco D’Agostino, su espressa richiesta del Prefetto, alla vicenda si interessa Vincenzo Spasari, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso perché legato alla locale di Limbadi con il ruolo di partecipe e, in particolare, latore d’imbasciate e messaggi provenienti e rivolti, soprattutto, da ed al boss Luigi Mancuso. All’indomani della sospensione Corrado Spasari, vigile urbano di Vibo Valentia (non indagato in questo procedimento) chiamava Vincenzo Spasari riferendogli che il suo capo, ossia Nesci, voleva incontrarlo.
La carriera di Nesci decolla ad aprile 2017 quando, con decreto sindacale firmato dal sindaco Elio Costa, al comandante dei Vigili urbani viene affidata veniva affidata la dirigenza del Settore 1 – Affari Generali – in particolare: Affari Legali e generali; Affari legali e contenzioso; Personale, organizzazione e Sviluppo (con esclusione delle relazioni sindacali); Normativa sicurezza luoghi di lavoro; Ufficio delibere; Servizio demografici; Staff – Avvocatura. Nel medesimo decreto sindacale, in capo Nesci venivano confermate le seguenti funzioni attribuite in precedenza: Corpo di Polizia Municipale e settore 4: Territorio e pianificazione urbana sostenibile limitatamente a: Edilizia residenziale pubblica, toponomastica, bandi, case Aterp, fitti, catasto; valorizzazione del patrimonio; servizi cimiteriali; tributi ed entrate. (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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