Viscomi: «La Lega non difende gli interessi della Calabria»

Affondo del deputato dem a Vibo Valentia: «Dicono “Noi siamo voi”, ma i calabresi non sono quel bullo che sorseggia rum nella vasca». Il caso dell’assessore alla Sanità dell’Umbria: «È un uomo di Zaia, il Carroccio non pensa ai territori ma solo al Nord»

VIBO VALENTIA «Abbiamo davanti un competitore che non so se definire buffone, ma è però pericolosamente buffonesco, che è Salvini in Calabria». Il deputato del Pd Antonio Viscomi parla a Vibo Valentia in un’iniziativa elettorale del partito. E usa toni duri nei confronti del leader della Lega: «Non so se avete visto il manifesto della Lega in questi giorni: “Noi siamo voi”. È uno slogan che mi ferisce – dice Viscomi–, perché noi non siamo quel tizio, quel bullo che stava nella vasca a bere il rum e parlava del “revenge porn” come se fosse una cosa da prendere alla leggera. Non siamo e non saremo mai un candidato che si sostituisce in modo buffonesco al fratello nei comizi (il riferimento è a Leo Battaglia, potete leggerlo qui). Non saremo mai il partito che non si affianca al proprio candidato presidente».
E soprattutto, continua Viscomi, «non siamo un partito che difende intreresse di altri». Per spiegare questo passaggio, il parlamentare fa il nome di Luca Coletto. «Non sapevo chi fosse – spiega –, nei giorni scorsi ho scoperto che è l’assessore alla sanità della Regione Umbria. Che c’è di male? Che non è umbro ma è un uomo di Zaia». E allora, per Viscomi, «“Noi siamo voi” è una presa per i fondelli, perché la Lega difende altri interessi che non sono quelli della Calabria. Sono gli interessi del regionalismo differenziato del Nord, delle sanità del Nord a cui versiamo 300 milioni di euro all’anno per l’emigrazione sanitaria». C’è una differenza tra la Lega e «il coraggio del Pd che rinnova il proprio modo di essere nei territori. La campagna elettorale della Lega parla alla pancia, ma “Noi siamo voi” è una grande presa per i fondelli dei calabresi. Che infatti la Lega l’hanno contestata anche ieriin maniera radicale. E proprio dalla Calabria è partito il movimento contro la Lega, in agosto. Io c’ero, a Soverato quando fu staccata la spina durante il discorso di Salvini (a farlo fu un attivista cosentino, ndr). La spina a quel microfono va staccata dai calabresi alle Regionali, ma questa consapevolezza richiede un passaggio ulteriore, perché il vero cambiamento si fa nelle urne con la matita. Non è sufficiente se io e voi andiamo a votare. Dobbiamo dire vota e fai votare la lista del Pd. È l’unica possibilità che abbiamo».







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