Il giudice non deposita le motivazioni, liberi 5 condannati per mafia

Quattro erano finiti in carcere nell’ambito del processo “Costa Pulita”. Hanno lasciato la cella per decorrenza dei termini. Revocati i domiciliari ad un quinto imputato. Sono accusati di far parte dei clan del Vibonese

VIBO VALENTIA Lasciano il carcere per decorrenza del termine massimo di fase, in assenza della celebrazione, conseguente pronuncia, del giudizio d’appello, quattro imputati di primo piano del processo nato dall’inchiesta “Costa Pulita”, una delle più importanti operazioni antimafia di sempre contro i clan del Vibonese, scattata nell’aprile del 2016 ad opera della Dda di Catanzaro.
Ad oltre un anno e mezzo di distanza, il gup distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè, non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza di primo grado. Il verdetto risale al 31 luglio 2018, del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 31 imputati, fra cui l’ex presidente della Provincia di Vibo e l’ex sindaco di Briatico.
Lo stesso giudice, accogliendo ora le istanze dei difensori, ha revocato ora le misure cautelari in carcere, disponendone l’immediata liberazione, di Carmine Il Grande e Leonardo Melluso, condannati in primo grado quali capi degli omonimi clan della ‘ndrangheta di Parghelia e Briatico, e di altri due imputati condannati per associazione mafiosa, più un quinto che si trovava ai domiciliari. Il termine massimo di custodia cautelare in carcere per tutti gli altri imputati detenuti scadrà il 31 gennaio prossimo.







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