“Strada del mare”, chieste maxi condanne per due funzionari della Provincia di Vibo

In primo grado sono stati condannati a risarcire complessivamente circa 5 milioni di euro. Le dichiarazioni dello stato di avanzamento dei lavori avrebbe favorito l’impresa aggiudicataria

VIBO VALENTIA La Procura generale della Corte dei Conti centrale di Roma ha chiesto la condanna di due funzionari della Provincia di Vibo Valentia, coinvolti nell’inchiesta sulla “Strada del Mare”, la più grossa opera pubblica mai pensata per il Vibonese e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto collegare Pizzo Calabro a Nicotera attraverso la costa, ma rimasta un’eterna incompiuta.
In primo grado per danno da errata contabilizzazione, Francesco Giuseppe Teti, è stato condannato a risarcire la Provincia di Vibo per la somma di 3.899.691,92 euro, mentre Antonio Francolino è stato condannato a pagare 974.922,28 euro. La Procura, oltre alla conferma della condanna, ha chiesto alla Corte dei Conti di non dichiarare estinto il diritto al risarcimento del conseguente danno per oltre dieci milioni di euro (10.508.949,39 euro) contestato all’ex dirigente della Provincia di Vibo Valentia, Giuseppe Francesco Teti, e al funzionario Antonio Francolino.
Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, in ben undici casi è stato dichiarato lo stato di avanzamento dei lavori che ha consentito, a favore dell’impresa aggiudicataria, il pagamento di importi nettamente superiori rispetto a quelli corrispondenti al valore dei lavori. La Corte dei Conti si è riservata la decisione. (Agi)





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