“Uniti per la truffa”, a processo ex sindaco e vice sindaci di Nardodipace

La Procura di Vibo li accusa di aver messo in piedi una frode ai fondi europei inventando corsi e posti di lavoro fantasma. Avrebbero creato associazioni di volontariato nelle cui sedi sarebbero stati ospitati un pub e un dentista

VIBO VALENTIA Il Gup del Tribunale di Vibo Valentia, Marina Russo, ha rinviato a giudizio gli ex amministratori del Comune di Nardodipace coinvolti nel 2015 nell’inchiesta “Uniti per la truffa”. Fra gli imputati, accusati di aver truffato la Regione Calabria e l’Unione Europea nel conseguimento di fondi pubblici, figurano anche l’ex sindaco del centro vibonese, Romano Loielo, e gli ex vicesindaci Romolo Tassone e Alberto Franzè.
Stando a quanto affermano gli inquirenti, l’allora sindaco, ottenuti alcuni fondi pubblici destinati alle imprese, li impiegò per finanziare associazioni a lui vicine. Più nello specifico, Loielo, appuntato della Guardia di Finanza, venne arrestato il 3 febbraio del 2015 con l’accusa di truffa aggravata per aver messo su corsi e posti di lavoro “fantasma” attraverso associazioni e società inesistenti. Le persone coinvolte avevano costituito una società di calcio fantasma e altri tipi di associazioni che in teoria avrebbero dovuto occuparsi di sostegno al reddito, cultura, volontariato, ma di fatto in alcuni dei locali sede delle associazioni veniva ospitato un pub oppure svolgeva il proprio lavoro un dentista.







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