«Una falla nel sistema che segnala i rientri dalle “zone rosse”»

Tra mancate autocertificazioni e ritardi nelle comunicazioni arriva la preoccupazione del sindaco di Arena. «Dalla Regione mi hanno comunicato che non c’è nessuno da mettere in quarantena, ma nel mio paese ci sono almeno una dozzina di persone tornate da aree a rischio»

VIBO VALENTIA «I sindaci sono l’anello più debole della catena dei controlli e, da soggetti istituzionali più vicini al territorio, stanno vivendo giorni inquieti». Antinono Schinella, sindaco di Arena, parla di quella che considera una falla nei controlli sui calabresi rientrati dalle zone a rischio. In parte dovuta a scarso senso civico, ma forse anche legata a un gap di comunicazione. «Questa mattina – dice – ho chiesto alla Regione quanti fossero i residenti nel mio Comune da mettere in quarantena. La risposta mi ha lasciato di stucco: nessuno. Eppure io so che almeno una dozzina di miei compaesani sono tornati dalle zone a rischio». Il primo cittadino teme che qualcosa non funzioni e che «ritardi e negligenze rischino di acuire il rischio del contagio. Bisogna invitare gli emigrati a non rientrare perché qui il sistema è in tilt». Teme, Schinella, che vi sia una «mancanza di comunicazione tra i vari livelli istituzionali. L’ordinanza regionale che obbliga alla quarantena non basta».
Dopo la grande fuga dal Nord dello scorso week end, la Calabria ha provato a correre ai ripari disponendo la compilazione di un modulo di autocertificazione per chi torna dalle “zone rosse” in modo da attivare l’isolamento per 14 giorni e diminuire i rischi di contagio. Qualche passaggio, però, potrebbe non aver funzionato. Alcuni certamente non si sono “autodenunciati”. La presidente Jole Santelli lo ha detto chiaramente: i numeri ufficiali parlano di 4.200 rientri, ma la stima più realistica è di circa 10-12mila.
«Bisogna considerare – spiega Schinella – che, nella stragrande maggioranza dei casi, chi è rientrato non avvertito direttamente il Dipartimento di prevenzione, ma si è rivolto al proprio medico di base, e molti di questi, soprattutto nei centri più piccoli, non hanno informato le Asp, limitandosi a consigliari un periodo di isolamento volontario». Adesso le comunicazioni arrivano dal dipartimento di prevenzione ai Comuni e le prescrizioni di quarantena potranno iniziare. Con qualche giorno di ritardo. Ed è proprio questo particolare a preoccupare Schinella e gli altri sindaci.





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