L’Accademia delle belle armi: arrestati due insospettabili con un arsenale in casa – VIDEO

Il bossolo di una pistola tradisce la coppia che gestisce la “Fidia” di Stefanaconi. In una perquisizione i carabinieri trovano un borsone con armi, 500 munizioni e tanto denaro. Assieme a contanti e oggetti di una loggia massonica di Vibo Valentia. Lui va in carcere, lei ai domiciliari

di Alessia Truzzolillo
STEFANACONI
L’accademia delle belle armi. Potrebbe essere rinominata così l’accademia privata di belle arti “Fidia” di Stefanaconi nella quale i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno rinvenuto questa mattina una piccola traccia dell’arsenale ritrovato qualche metro più in là nell’abitazione dei coniugi Pietro Davide Licata, 51 anni, e Paola Marzano, 45 anni. L’accademia e la casa fanno parte di un’unica struttura nella scuola fondata dal padre di Licata.

Arsenale StefanaconiDAL CONTROLLO ALLA PERQUISIZIONE Galeotto è stato un bossolo di pistola trovato per caso davanti al garage dell’edificio. I carabinieri si erano recati nell’abitazione per fare un controllo amministrativo visto che Pietro Licata detiene il porto d’armi. Il controllo era andato bene, ma nell’andare via, un militare ha notato un bossolo di pistola per terra. Un fatto strano visto che l’uomo non aveva dichiarato di possedere una pistola. A questo punto il controllo amministrativo si è trasformato in una perquisizione e all’interno della casa è stato rinvenuto un borsone in una stanza e un sacco nell’armadio della camera da letto contenenti un vero e proprio arsenale: otto fucili calibro 12, una mitragliatrice polacca, 4 pistole clandestine, due silenziatori e 500 munizioni di vario calibro. E una cospicua somma contante che marito e moglie non hanno saputo giustificare. All’interno dell’accademia, in un ufficio, invece, è stata ritrovata parte dell’impugnatura di una pistola.
MISURE CAUTELARI
Una coppia insospettabile con una Santabarbara in casa, tanto denaro contante e oggetti appartenenti a una loggia massonica di Vibo Valentia (grembiuli, collari e tutto l’ambaradan dei “fratelli”, niente di illecito comunque). Dopo la perquisizione sono scattate le manette e lui è stato destinato al carcere mentre lei è stata destinata ai domiciliari. Le accuse, vanno, a vario titolo, dalla detenzione di armi clandestine da guerra, alla ricettazione e al riciclaggio. (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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