Vibo, assoluzione e prescrizione per gli imprenditori del gruppo Naso-Mirabello

Assolti gli imputati nel processo scaturito dall’operazione Tunus. Dissequestrati tutti i beni

di Fabio Papalia
VIBO VALENTIA Si è concluso con l’assoluzione di tutti e nove gli imputati il processo in primo grado, celebrato con rito ordinario dinnanzi al collegio del Tribunale di Vibo Valentia, scaturito dall’operazione Tunus. L’operazione, condotta nel 2013 dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia, aveva portato al sequestro di 62 immobili, tra edifici e terreni tra Vibo, Brescia e Firenze, a carico di 3 società (due con sede a Vibo ed una a Brescia) e quote di partecipazione in altre aziende, nonché all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e alla notifica di due obblighi di firma a carico di componenti del gruppo imprenditoriale vibonese Naso-Mirabello, operante nel settore edile ed immobiliare.
L’inchiesta della Procura di Vibo Valentia era stata avviata in seguito al fallimento della società Immobiliare Santa Venere. Secondo l’impianto accusatorio, beni per circa un milione di euro sarebbero stati sottratti al fallimento per evitare che potessero essere usati per saldare i debiti con i creditori tra i quali figura l’Erario per un importo di diverse centinaia di migliaia di euro. La Guardia di Finanza aveva ricostruito che la società, gravata dai debiti, avrebbe ceduto la proprietà delle quote a una società tunisina e contestualmente avrebbe trasferito la propria sede in Tunisia. Il tutto dopo aver provveduto a spogliarsi a favore di altre società riconducibili ai soggetti indagati dell’intero patrimonio immobiliare.
Il pm aveva chiesto la condanna di Fortunato Mirabello, difeso dall’avvocato Andrea Alvaro, e Pietro Naso, difeso dagli avvocati Domenico Silipo e Giovanni Marafioti, a 4 anni di reclusione e di tutti gli altri imputati a 2 anni e 4 mesi di reclusione nonché la confisca dei beni in sequestro.
L’impianto accusatorio però non ha retto alla prova del dibattimento e quella del tempo. Gli imputati, Fortunato Mirabello, Francesco Mirabello, Rosario Mirabello, Iole Filia, Teresa Filia, Pietro Naso, Agostino Naso, Elisabetta Bagnato, Haythem El Ayadi, sono stati tutti assolti. Perché il fatto non sussiste, dall’imputazione di bancarotta fraudolenta per distrazione; mentre è stata dichiarata la prescrizione per le imputazioni di bancarotta fraudolenta per appropriazione (previa riqualificazione in truffa, come richiesto dalla difesa) e bancarotta documentale. Il Tribunale ha disposto il dissequestro di tutti i beni originariamente sequestrati. (redazione@corrierecal.it)





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