Respinto il ricorso di Mammoliti, Tassone (Pd) resta in consiglio regionale

Il Tar si è espresso sull’istanza del sindacalista della Cgil risultato terzo classificato nella Circoscrizione Centro. Il commento: «Soddisfatto per la sentenza»

Luigi Tassone Pd Consiglio regione Calabria

CATANZARO Il Tar di Catanzaro ha rigettato il ricorso presentato da Raffaele Mammoliti riguardo all’elezione di Luigi Tassone nel consiglio regionale, chiedendo l’estromissione dalla carica da parte di quest’ultimo con la sostituzione da parte di Mammoliti.
Alle elezioni del 26 gennaio 2020, Raffaele Mammoliti è stato candidato alla carica di consigliere regionale della Calabria nella circoscrizione Centro per la lista Partito democratico. Dal verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale Circoscrizionale risulta che egli abbia conseguito 5307 voti, classificandosi, tra i candidati della lista cui apparteneva, al terzo posto dietro a Libero Notarangelo (6.070 voti) e Luigi Tassone (5.374 voti). Poiché, però, alla lista Partito Democratico presentata nella Circoscrizione Centro sono stati assegnati due seggi soltanto, egli non è risultato eletto. Ma Mammoliti sostiene, rivolgendosi al Tar, di avere ricevuto più voti di Tassone.
Luigi Tassone, rappresentato i giudizio dagli avvocati Oreste Morcavallo, Giuseppe Pitaro e Gaetano Liperoti, ha eccepito la nullità del ricorso le cui conclusioni sarebbero indeterminate, perché: «sarebbe generico; non avrebbe ad oggetto anche i verbali delle operazioni elettorali svolte nelle singole sezioni (in effetti impugnati poi con i motivi aggiunti); non supererebbe la prova di resistenza; mirerebbe a sottrarre voti ai candidati Libero Notarangelo e Fabio Guerriero, che però non risultano evocati in giudizio». Dal canto suo la Regione Calabria, costituitasi in giudizio, oltre a difendere la correttezza delle operazioni elettorali, ha chiesto l’inammissibilità del ricorso per genericità, giacché esso si basa, per sostenere l’erroneità del numero di voti attribuitigli, su dati estrapolati da Eligendo, la piattaforma comunicativa del Ministero dell’Interno priva di requisiti di ufficialità; e visto che non risulta specificato il numero esatto di voti che il ricorrente vorrebbe che gli venissero attribuiti all’esito del giudizio.
Tra le motivazioni del ricorso vi è quella, riportata da Mammoliti, che si basa sulle dichiarazioni «sostitutive di atto di notorietà rese da tali Giorgio Origlia, Nicodemo Iacovino ed Emanuele Scalzo, i quali hanno rispettivamente sostenuto che l’odierno ricorrente abbia ricevuto voti di preferenza nelle sezioni numero 2 e 39 del Comune di Crotone, nella sezione numero 6 del Comune di Cirò Marina e nella sezione numero 12 del Comune di Catanzaro, sezioni per le quali l’ufficio centrale circoscrizionale non ha invece attribuito al ricorrente alcun voto».
Ma l’esame di tali verbali rileva come effettivamente, così come riassunto dall’ufficio centrale circoscrizionale, in tali seggi il candidato Raffaele Mammoliti non ha ricevuto alcun voto.
Inoltre Mammoliti afferma che in numerose sezioni non siano state attribuite numerose preferenze solo perché il suo nominativo è stato apposto al di fuori del riquadro della lista Partito democratico, benché all’interno del riquadro relativo allo schieramento di liste collegate al candidato alla carica di presidente Filippo Callipo. Ma secondo il collegio giudicante il motivo è infondato poiché «l’espressione del voto di preferenza attraverso l’indicazione del nominativo del candidato in uno spazio riservato ad una lista diversa da quella cui egli appartiene, senza che l’elettore abbia espresso il voto di lista, non permette di individuare con chiarezza la volontà dell’elettore, risultando la stessa equivoca e contraddittoria e, pertanto, poiché in tal caso non è possibile risalire ad una univoca ed effettiva volontà dell’elettore, il voto non può ritenersi validamente espresso». Dopo avere analizzato i voti nelle sezioni contestate il Tar ha concluso che «il ricorso deve essere rigettato, rimanendo assorbito il ricorso incidentale».
«SODDISFATTO PER LA SENTENZA» Tassone ha espresso «soddisfazione» per la sentenza sottolineando la volontà di «continuare ad impegnarsi per la Calabria e per i calabresi» portando avanti «le giuste istanze dei cittadini» e «i valori del Partito democratico».
«Sono sempre stato sereno – ha commentato Tassone – e sin dall’inizio sono stato convinto dell’esito del giudizio. Ringrazio gli avvocati Giuseppe Pitaro, Oreste Morcavallo e Gaetano Liperoti che mi hanno assistito con grande professionalità e competenza, ma soprattutto ringrazio i cittadini che mi hanno dato fiducia. È per loro che porto avanti le battaglie con passione civile. Per me la politica è dialogo e confronto, lavoro e impegno quotidiano, non carta bollata e Tribunali».
Quanto al risultato elettorale, Tassone precisa di aver proposto un ricorso incidentale per l’attribuzione di ulteriori 38 preferenze a Filogaso che avrebbero ulteriormente aumentato il distacco, portandolo a 105 voti di differenza. (ale. tru.)





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