L’ascesa degli Stillitani, dal latifondo di famiglia all’estorsione alla Valtur

Da vittime del sistema, i due fratelli imprenditori, secondo l’accusa, sono entrati in pieni rapporti con la cosca Anello. E hanno fatto strike della concorrenza

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO Da vittime sono diventati complici. Il rapporto di reciproca convenienza tra i fratelli imprenditori Francescantonio ed Emanuele Stillitani ha avuto inizio – stando alle risultanze dell’indagine “Imponimento” contro la cosca Anello-Fruci che ha portato al fermo in carcere dei due fratelli – ha avuto inizio nel 2003 quando Rocco Anello, Vincenzino Fruci e Antonino Evalto hanno tentato un’estorsione ai danni degli Stillitani. Volevano imporre loro – che stavano costruendo il “Garden Resort Calabria” a Curinga – la scelta delle ditte cui affidare appalti, forniture e servizi necessari. «Le fucilate ti arrivano prima da Filadelfia che da Limbadi» disse Rocco Anello a Emanuele Stillitani. In una parola: devi stare più attento a noi che ai Mancuso. L’intento fallì con l’arresto, nel corso dell’operazione “Prima”, di Rocco Anello, il 2 gennaio 2003.
Il rapporto si evolve quando gli Stillitani decisero di consentire all’organizzazione criminale di infiltrarsi e di avere voce in capitolo nella della gestione di strutture turistiche, anche mediando con altri imprenditori in relazione alle pretese estorsive della cosca e dei suoi appartenenti, concorrendo nelle condotte estorsive, favorendo l’affidamento di opere, forniture e servizi ad imprese vicine alla cosca, oppure avvalendosene direttamente, garantendo l’assunzione di sodali o di soggetti comunque indicati dall’organizzazione, riconoscendo all’organizzazione un contributo in denaro in ragione delle attività imprenditoriali oggetto di tutela mafiosa. Ma cosa ne ricavavano in cambio? In sostanza, spiegano gli investigatori, potevano spendere il nome degli Anello-Fruci «per la risoluzione di problematiche di vario genere, per il compimento di atti di concorrenza illecita o di natura estorsiva nello svolgimento della loro attività imprenditoriale, ovvero di atti intimidatori nei confronti di soggetti non graditi, e ancora per ottenere appoggio in favore di Francescantonio Stillitani in occasione delle competizioni elettorali che lo vedevano candidato (in particolare, elezioni regionali calabresi del 2005)».
LA PROTEZIONE CONTRO I CONCORRENTI Uno stabilimento balneare dava fastidio alla struttura alberghiera Garden degli Stillitani data in gestione alla Club Mediterranee sa, che pretendeva – se del caso anche a costo della rescissione del contratto – l’esclusiva gestione delle attività turistico balneari nel tratto di costa comprendente il villaggio turistico della Garden Sud s.r.l.
Gli Stillitani, pur di non avere problemi con le pretese della Club Mediterranee non avrebbero esitato a chiedere l’intervento di Vincenzino Fruci e Francesco Michienzi, componenti della cosca Anello, per mettere in atto una serie di azioni minacciose e di intralcio all’attività del lido. Dai solchi e dai cumuli di terra e detriti per ostruire la strada che conduceva allo stabilimento balneare all’incendio della struttura con 15 litri di benzina (forniti da Emnaule Stillitani) fino all’abuso di potere da parte di Francescantonio Stillitani, in qualità di sindaco di Pizzo, il quale – invece di astenersi da determinate decisioni visto il macroscopico interesse personale – si intrometteva prospettando un male ingiusto ai proprietari del lido, dal permesso di costruire fino alla concessione demaniale dal piano spiaggia. Vessazioni continue che hanno indotto i proprietari a desistere nella loro attività imprenditoriale e a costringerli ad offrire in vendita la propria concessione demaniale. Le imprese concorrenti si stroncano così.
GLI IMPRENDITORI CHE SI FANNO MANDANTI Nel 2005 gli Stillitani, si legge nelle carte dell’inchiesta avrebbero costretto il responsabile del settore acquisti, per conto della società Golfo del Sole s.r.l., nel il villaggio Garden Resort Calabria ad Acconia, a dare le dimissioni con violenza priva e danneggiamenti. Il reato è ormai prescritto ma è esemplificativo della condotta degli imprenditori. Con il concorso di Francesco Michienzi, Pasquale Rondinelli e Vincenzo De Nisi facevano danneggiare l’auto del responsabile del settore acquisti. Tre colpi d’arma da fuoco contro la maniglia dello sportello anteriore destro, all’altezza del montante centrale lato destro, sui due vetri posteriori che sono andati in frantumi. Su ogni azione il marchio dell’appartenenza alla cosca. E il poveretto si è fatto da parte.
Anche lo scambio elettorale politico-mafioso è venuto meno per prescrizione, anche questo è esemplificativo dei rapporti tra l’imprenditore Francescantonio (che diverrà assessore regionale nel 2010 nella giunta Scopelliti) e gli Anello. La cosca aveva promesso di portare voti in cambio di 100 euro a voto, fino a 10mila euro, e la possibilità di indicare le persone da assumere nelle strutture turistiche di proprietà del candidato. Persone che avrebbero poi votato per Stillitani. In tutta questa vicenda resta in piedi l’accusa di estorsione a carico di Antonio Facciolo il quale avrebbe minacciato di licenziamento una sua dipendente se non avesse votato per Francescantonio Stillitani.
LA GUARDIANIA ALLA VALTUR E resta in piedi perché recentissima (risale agli anni 2017-2018) l’accusa di danneggiamento, estorsione e illecita concorrenza a danno della Valtur per imporre il servizio di guardiania al villaggio Garden Resort Calabria di Acconia. Un servizio molto importante, come hanno spiegato gli investigatori in conferenza stampa, poiché consentiva ai “guardiani” al soldo della criminalità di osservare ogni movimento all’interno delle strutture, a partire dai fornitori dei quali queste si servivano. Il 23 aprile 2017 Tommaso Anello e Pasquale Rondinelli minacciano il direttore per la Valtur s.p.a. del villaggio Garden Resort Calabria affermando che, visto che la situazione di stallo sulla questione guardiania non si sbloccava, Rondinelli «non avrebbe fatto entrare più nessuno nel villaggio e che avrebbe spezzato le gambe a chiunque avesse tentato di accedervi. E ancora nella notte tra il 4 e 5 maggio veniva danneggiata l’auto di un dipendente Valtur. È Emanule Stillitani che, in diverse occasioni, parla con il direttore o con il rappresentante legale della Valtur prospettando «in maniera allusiva» possibili danneggiamenti – «il villaggio adesso sta cominciando ad essere pieno di roba… avete portato televisioni e via dicendo… è incustodito!» –, irrigidimento nei rapporti con la Valtur – «Bene fai questa scelta… questo limbo diventa… diventa pericoloso!», «vi trovate un sacco di bulgari dentro queste camere… arrivati ad un certo punto, i televisori li trovi là scemo? Ne devi prendere altri cinquecentosessanta! E poi che fai? Che metti là? Qualunque cosa metti a scemo… che cazzo metti?…e quello scemo di Milano, sopra di te, ti sta dicendo che non vuole la custodia!», questo è il tono.
A luglio 2017 viene stipulato un contratto di affidamento del servizio di guardiania tra Valtur s.p.a. e Kairon s.r.l., riconducibile a Antonio Facciolo, imprenditore di riferimento degli Anello, (nonostante tale società fosse priva dei requisiti previsti per lo svolgimento del servizio di guardiania notturna e nonostante la Valtur s.p.a. avesse selezionato, per affidarle il servizio in questione, sulla base di propri criteri interni, la società 360s.r.l.).
Non male per due imprenditori che hanno iniziato la propria carriera sulle basi una azienda agricola nata dall’eredità di un latifondo di famiglia. E che hanno finito col soffiare sibilline minacce ai vertici Valtur. (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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