Catanzaro, prove tecniche per le Regionali

Presentate le liste per un’elezione che avrà effetti anche sullo scacchiere regionale. Per il centrodestra tre liste, con l’esordio della Lega che conferma la linea di Arcore (e continua la campagna acquisti). Centrosinistra e Pd frammentati: con i “frondisti” anche il capogruppo dem al Comune capoluogo

CATANZARO Conferme e sorprese, alcune anche clamorose. Parte ufficialmente la corsa alla conquista della Provincia di Catanzaro, con l’ufficializzazione delle candidature alla presidenza e al Consiglio avvenuta stamattina: nella sostanza, rispettate le previsioni della vigilia – due candidati presidenti per la successione di Enzo Bruno, Sergio Abramo ed Ernesto Alecci, e sei liste – ma spuntano dati politici significativi anche in proiezione regionale. Si confermano, in estrema sintesi, il monoblocco del centrodestra, nel quale è schierata anche la Lega, all’esordio sul territorio, e la frammentazione del centrosinistra e del Pd, con la lista ufficiale democrat e una lista “autonoma” espressione dei “frondisti-dissidenti-indipendentisti” regionali Enzo Ciconte e Tonino Scalzo. Il punto.

IL CENTRODESTRA PER ABRAMO Già da ieri era stata ufficializzata, con il deposito negli uffici di palazzo di Vetro, la candidatura del sindaco del capoluogo Sergio Abramo alla presidenza della Provincia, con il sostegno del centrodestra inteso nel sui perimetro classico, da Forza Italia alla Lega, da Fratelli d’Italia ai gruppi “satelliti” del pianeta azzurro come quello del già senatore Piero Aiello. In realtà, a scorre i nomi di due delle tre liste che convergono su Abramo a molti analisti politici non è sfuggita una sorta di suddivisione stile Manuale Cencelli che, in realtà, sottintende una prova di forza tra i “colonnelli” della coalizione: una lista infatti porta abbastanza evidente il “marchio” di Abramo e del leader di Forza Italia Mimmo Tallini, in un’altra invece figurano candidati di chiaro rimando ad Aiello e anche al capogruppo forzista alla Regione, Claudio Parente. Una curiosità: i consiglieri comunali del centrodestra di Catanzaro in lizza per il Consiglio provinciale sono 7, distribuiti nelle due liste, e di questi 7 quattro sono capigruppo (Andrea Amendola, Luigi Levato, Giuseppe Pisano, Ezio Praticò): è il segno che il centrodestra voglia sfruttare al massimo il meccanismo del voto “ponderato” che dà un peso maggiore ai Comuni più grandi.

“BATTESIMO DEL FUOCO” PER LA LA LEGA Come anticipato ieri, della coalizione pro-Abramo fa parte a pieno titolo la Lega, che per la prima volta si presenta a un’elezione territoriale confermando, in questo caso, la linea suggellata qualche settimana fa a livello nazionale ad Arcore da Salvini, Berlusconi e Meloni: il posizionamento della Lega nel centrodestra, che a Catanzaro sarebbe stato “blindato” anche dagli stretti contatti e dai buonissimi uffici intrattenuti con i salviniani da Tallini. Nelle prime ore della giornata si era fatta insistente la voce di una Lega che alle Provinciali avrebbe fatto corsa a sé, voce che però il segretario provinciale salviniano, Antonio Chiefalo (foto), ha subito bollato come «fake news». La presenza leghista, irrobustita anche dal sostegno del Movimento Sovranista, è sicuramente una novità, ma in realtà da tempo i salviniani stanno conducendo sul territorio una massiccia “campagna acquisti”.

Il PD E IL CENTROSINSITRA PER ALECCI A fronte di un centrodestra – al solito – granitico in queste occasioni, un centrosinistra che ha vissuto trattative tribolate, influenzate chiaramente dalle turbolenti dinamiche regionali soprattutto interne al Pd, trovando infine la quadra sul sindaco di Soverato Alecci quale competitor di Abramo. Nonostante i progressivi addii, il Pd ufficiale è andato dritto, presentando una lista frutto di un intenso lavoro dell’uscente presidente della Provincia Bruno e del segretario e del presidente provinciale del partito, Gianluca Cuda e Michele Drosi e condivisa – riferiscono fonti accreditate – anche dall’area Oliverio-Adamo, dai parlamentari Magorno e Viscomi e dal coordinatore della segreteria regionale Puccio. Giusto per la cronaca, il Pd è l’unico partito a presentare una lista con il nome ufficiale. In coalizione per Alecci, poi, ci sarà anche “Area Civica”, aggregazione che fa leva sui gruppi comunali “Fare per Catanzaro” di Sergio Costanzo e “Cambiavento” di Nicola Fiorita, protagonista della stesura di una lista ritenuta dagli addetti ai lavori particolarmente “pesante”, e che può contare, tra gli altri, sul vicepresidente uscente della Provincia Marziale Battaglia.

LA CORSA DEI “FRONDISTI AUTONOMISTI” Su un fronte “indipendente” invece si posizionerà la lista “Riformisti e Moderati”, ispirata e messa in campo dai consiglieri regionali ormai ex Pd e anti-oliveriani Enzo Ciconte e Tonino Scalzo e dall’area socialista espressa dal capogruppo di S&D” al Comune di Catanzaro (e consigliere provinciale uscente) Guerriero. “Mani libere” per questa aggregazione, che non dà alcuna indicazione di voto per nessuno dei due candidati alla presidenza della Provincia e la cui presenza tuttavia avrà sicuramente effetti non solo su scala regionale e provinciale ma anche comunale: a nessun analista infatti è sfuggita la candidatura del capogruppo del Pd al Comune di Catanzaro, Lorenzo Costa (foto), in questa lista che, per quanto dichiaratamente autonomista, non sembra in realtà avere un particolare afflato verso il Pd e verso Alecci. È uno dei tanti “nodi” che il 31 ottobre verranno al pettine e che riverbereranno conseguenze anche sui prossimi appuntamenti elettorali.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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