«Il nuovo governo studi soluzioni a favore della sigaretta elettronica»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da Carmine Canino, presidente dell’Associaziona nazionale per i Vapers uniti (Anpvu) della Calabria, al ministro della Salute, al ministro dell’Economia e delle Finanze e…

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da Carmine Canino, presidente dell’Associaziona nazionale per i Vapers uniti (Anpvu) della Calabria, al ministro della Salute, al ministro dell’Economia e delle Finanze e al ministro dell’Interno:

Scrivo a nome del Direttivo dell’Associazione Nazionale per i Vapers Uniti (in sigla “Anpvu”) per significare alcune preoccupazioni ed esigenze a tutela della categoria rappresentata dal nostro Ente.
Tali preoccupazioni trovano, purtroppo conforto nei dati recentemente diffusi in occasione della “giornata mondiale senza tabacco” dal nostro Istituto Superiore di Sanità, secondo cui nel nostro Paese i fumatori sono aumentati – anche tra i più giovani – e tornati ai livelli del passato decennio, mentre gli utilizzatori dei vaporizzatori personali sono diminuiti.
In un simile contesto, riteniamo che le Istituzioni possano e debbano profondamente ripensare al ruolo da attribuirsi al “vaping” e alla sigaretta elettronica, la cui regolamentazione “punitiva”, tradisce ad oggi una totale ed ingiustificata equiparazione alla “sigaretta analogica”, in primis per tramite della esorbitante imposta di consumo prevista all’art. 62 quater d.lgs. 504/95 e gravante sui “liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina” determinata in modo illogico ed irrazionale secondo, per l’appunto, un criterio di equivalenza con le sigarette “analogiche”.
Allo stato difettano nel nostro Paese studi Istituzionali in merito, a fronte del fatto che altri Stati hanno adottato politiche di favore per il “vaping”, muovendo dalla mole di contributi scientifici che ne hanno certificato la valenza a diminuire quasi totalmente la dannosità derivante dal fumo analogico, oltre che dalle migliaia di testimonianze di persone che grazie alla sigaretta elettronica hanno smesso o diminuito il consumo di sigarette tradizionali, aumentando enormemente la qualità della propria vita.
Preme sottolineare la assoluta negatività dell’attuale imposta, a danno della salute della generalità dei consumatori che intendano smettere di fumare, sotto il duplice profilo di (i) creare una imponente “barriera” all’ingresso e quindi disincentivarli dall’utilizzo dei dispositivi da inalazione, nonché di (ii) incentivare l’acquisto tramite canali nazionali ed esteri non autorizzati, con evidenti ricadute in termini di certezza in ordine alla salubrità dei prodotti acquistati.
La generalizzazione del divieto di vendita a distanza dei “liquidi da inalazione”, introdotta con la recente Legge di Bilancio che ha modificato l’art. 21 del d.lgs. 6/2016, non ha fatto altro che acuire l’effetto concorrenzialmente distorsivo derivante dalla proliferazione di un mondo che opera al di fuori delle regole, nell’ambito di un “mercato globale” che viaggia sul “web”, in cui pare obiettivamente impossibile arginare fenomeni elusivi; il tutto a danno non solo dei consumatori, ma anche dei “nostri” rivenditori “fisici” e “on-line”.
Ultimi non ultimi, i nostri produttori, tra i quali si distinguono assolute eccellenze nel mercato mondiale dei liquidi e dei dispositivi, che parimenti patiscono il pessimo clima ingenerato dall’attuale assetto, con gravi pregiudizi e svantaggi rispetto ai concorrenti esteri.
In sintesi non possiamo che stigmatizzare l’attuale regolamentazione ritenendola non sufficientemente rispettosa del diritto alla salute dei consumatori, nonché dei diritti degli operatori ad agire in un mercato concorrenzialmente leale e corretto, attraverso regole certe e giuste che possano valere per tutti.
Per l’insieme di tali ragioni riteniamo auspicabile un incontro, alla presenza nostra e di tutte le rappresentanze di settore, opinion leader ed esperti scientifici, affinché si possa poter procedere, anche per tramite della costituzione di un tavolo tecnico, ad una rivalutazione dell’attuale impianto normativo e conseguente introduzione di un regime maggiormente rispettoso dei diritti di consumatori, rivenditori e produttori che operano nel nostro Paese.
Certi di un Vostro positivo riscontro, ringrazio e porgo i miei cordiali saluti.

Carmine Canino





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