Giannetta (Fi): «Non pagati gli stipendi ai medici borsisti»

Il consigliere regionale in quota Forza Italia denuncia la mancata erogazione di 12mila euro lordi l’anno nei confronti dei giovani professionisti sanitari

CATANZARO Il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta ha depositato una interpellanza «per investire la Giunta regionale della questione del mancato pagamento dei compensi spettanti ai medici borsisti del corso di formazione regionale specialistico in medicina generale».
«Stiamo parlando di 12 mila euro lordi l’anno – spiega Giannetta – e non si capisce per quale motivo la Regione non abbia, in questo, come in tanti altri casi purtroppo, erogato mensilmente le spettanze. Ovviamente, tali ritardi – osserva Giannetta – suscitano legittima amarezza e finanche rabbia tra i medici costretti a frequentare la Cittadella di Catanzaro a proprie spese ottemperando ad un dovere e costretti ad abbandonare ogni altra opportunità lavorativa per questioni di incompatibilità». «Peraltro – prosegue il consigliere regionale di Forza Italia – ci è stato riferito che alcuni dei professionisti interessati abbiano manifestato l’intenzione di adire le vie legali per avere garanzie del rispetto di un sacrosanto diritto, inspiegabilmente disatteso dalla Giunta regionale. Verrebbe da dire: siamo alle solite, con questa maggioranza di centrosinistra che non riesce a dare risposte, più che mai determinata a negare diritti, che privilegia più la via giudiziaria per dirimere la questione, che percorrere quella del buonsenso rispondendo positivamente alle legittime richieste dei medici». «Così vanno le cose, si lasciano le persone e i loro diritti – conclude Domenico Giannetta – in balia degli eventi, senza avvertire la sensibilità di avviare una iniziativa risolutoria, in un clima di irresponsabilità che amareggia chi subisce, come in questo caso, l’indifferenza della pubblica amministrazione, sempre di più insopportabile, che incrementa la distanza tra i cittadini e le istituzioni. La politica non può sottrarsi alle legittime richieste dei cittadini, anzi, deve lavorare più intensamente per soddisfarle, dimostrando così il rispetto per una popolazione sempre più trascurata nei diritti e nei bisogni».







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