IRIS | Colpo alla cosca Alvaro, in manette anche il sindaco di Delianuova

I 18 fermati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e truffa. Francesco Rossi avrebbe aperto le porte dell’amministrazione al clan. Nei guai pure due imprenditori – NOMI E VIDEO

REGGIO CALABRIA Nuovo colpo al clan Alvaro. Diciotto persone sono state fermate questa mattina all’alba per ordine della Dda di Reggio Calabria perché accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, tutti reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Fra i fermati c’è anche Francesco Rossi, sindaco di Delianuova, eletto 3 anni fa a capo di una lista civica, e dal luglio scorso consigliere metropolitano in quota Pd. Per gli inquirenti, Rossi è uno degli elementi cardine del sistema perché sarebbe stato lui, fin da quando era vicesindaco, ad a aprire ai clan le porte dell’amministrazione. Rossi è uno dei firmatari del documento dei sindaci a supporto della ricandidatura del governatore Oliverio alle prossime Regionali.
In mano agli Alvaro e ai loro imprenditori di riferimento, due dei quali sono finiti in manette, sono finiti appalti, lavori e finanziamenti pubblici. «Non si tratta di un singolo episodio – anticipa il procuratore Giovanni Bombardieri – dagli incontri che abbiamo avuto modo di registrare, emerge un rapporto stabile e pienamente consapevole con gli uomini del clan». Per inquirenti e investigatori, Rossi è in tutto e per tutto un affiliato, pienamente integrato nelle dinamiche del clan. «Negli ultimi anni gli Alvaro hanno subito duri colpi, ma questa indagine ci ha consentito di comprendere come il loro peso criminale continui ad essere rilevante». Ma soprattutto esteso ben oltre il loro feudo storico, Sinopoli. Nel corso dell’indagine, in un casolare di proprietà degli uomini del clan sono stati registrati incontri con delegati delle famiglie di ‘ndrangheta di tutto il reggino, dal mandamento jonico alle ‘ndrine di Reggio città.

I FERMI:

Raffaele Alvaro, cl. 65, “Pagghiazza”;
Carmine Alvaro, cl. 59, “u bruzzise”;
Giuseppe Alvaro, cl. 43, “u trappitaru”;
Carmine Alvaro, cl. 71, “u limbici”;
Domenico Alvaro, cl. 77;
Carmelo Alvaro, cl. 60, “Carmine Bin Laden”;
Paolo Alvaro, cl. 88;
Giuseppe La Capria, cl. 71;
Francesco Rossi, cl. 57;
Rocco Rugnetta, cl. 83;
Antonino Bonforte, cl. 57, “u topu”;
Saverio Napoli, cl. 68;
Rocco Calabrò, cl. 68;
Francesco Paolo Sergio, cl. 89;
Domenico Rugolino, cl. 66;
Giuseppe Foti, cl. 55;
Sebastiano Callea, cl. 57;
Giuseppe Alvaro, cl. 32, “u rugnusu” (arresti domiciliari).

I SEQUESTRI: 

È stato eseguito il sequestro preventivo delle seguenti società – con relativi patrimoni aziendali, quote sociali e conti correnti – riconducibili agli odierni indagati, come pure il casolare nella disponibilità della famiglia mafiosa:

R.R. APPALTI E COSTRUZIONI S.r.l.
Ditta Costruzione Flores Eufemia s.r.l.
Immobile ubicato in Sinopoli c.da Scifà

a.c.

 





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