Lsu-Lpu, la rabbiosa e struggente lotta “vintage” dei precari

Mobilitazione d’altri tempi per i lavoratori, tra proteste alla stazione e all’aeroporto, scontri con le forze dell’ordine e rabbia per il silenzio del governo e della ministro Lezzi: restano lo stato di agitazione e l’intenzione di manifestare a Roma

LAMEZIA TERME Come una volta. Rabbiosa e anche struggente. La protesta per la stabilizzazione degli ex Lsu-Lpu calabresi si conclude con un successo molto parziale e molto relativo al fondo di due giornate che però segnano una pagina forse indelebile nelle lotte per il lavoro. C’è di tutto, al tirar delle somme di una vertenza lunga 20 anni e ancora assolutamente non finita: l’occupazione della ferrovia e l’assalto all’aeroporto, in mezzo persino tafferugli con le forze dell’ordine, un corteo sulla strada al tramonto, l’insensibilità del ministro di turno, tanta disperazione ma anche tanta fierezza. In sintesi, l’esito della mobilitazione dei precari, assistiti da Cgil, Cisl e Uil, è un generico, molto generico, impegno del governo nazionale a prorogarne i contrati e poi, forse, una norma per l’inquadramento definitivo negli enti locali, e uno stato di agitazione che domani confluirà nel blocco dei servizi dei Comuni nei quali operano e una “presa” di Roma in programma la prossima settimana. Insomma, risultati probabilmente molto al di sotto delle aspettative degli ex Lsu-Lpu, completamente dimenticati dalla deputazione parlamentare, soprattutto da quella oggi al governo, targata (prevalentemente) Movimento 5 Stelle e Lega. Aspettative che in mattinata i lavoratori, bloccati all’ingresso della stazione di Lamezia Terme dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, fanno presenti al ministro del Sud, la pentastellata Barbara Lezzi, in visita istituzionale in Calabria. All’aeroporto lametino la Lezzi incontra una delegazione di precari e i vertici di Cgil, Cisl e Uil, rassicurandoli sulla volontà del governo di procedere prima a una continuità lavorativa da inserire nella legge di bilancio da approvare entro fine anno e poi nella stabilizzazione vera e propria da cristallizzare in una successiva normativa (il Decreto Concretezza). La posizione che la Lezzi illustra sembra una mediazione tutto sommato accettabile ma precari e sindacati – i segretari generali di Cgil Angelo Sposato, Cisl Tonino Russo e Uil, Santo Biondo – chiedono al ministro di ufficializzarla in un atto scritto da inviare in giornata al manifestanti, e la stessa richiesta la avanzerà il governatore Mario Oliverio, che rinnova il sostegno ai precari trattenendosi per tre ore nel piazzale della stazione e annullando anche altri impegni istituzionali. Tutti aspettano con ansia l’atto solenne di provenienza governativa, ma quest’atto non arriverà mai, e sarà questa la “miccia” che accenderà gli animi, con un gruppo di ex Lsu-Lpu e di sindacalisti che, allo scoccare della terza ora di inutile attesa, prova a scardinare il blocco della polizia alla stazione ferroviaria: un paio di minuti di scontri al termine dei quali un paio di donne resteranno ferite al punto da richiedere l’intervento dell’ambulanza per un ricovero precauzionale all’ospedale. Precari e sindacati spostano il campo di battaglia altrove, dalla ferrovia all’aeroporto, sfilando con un corteo di almeno 300 persone che con le prime ombre della sera si incamminano sulla strada, discretamente scortati dalle forze dell’ordine: si punta a rivedere e riparlare con la Lezzi e a chiederle che fine abbia fatto quell’atto. Sulla strada tra suoni e scene da film e foto in bianco e nero, e tra i bagliori di una vera e propria “trincea”. Un corteo “vintage”, verrebbe da dire. L’intreccio di dialetti da tutte le province, in marcia uomini e donne e anche sindaci come Gianluca Cuda di Pianopoli e Giuseppe Belcastro di San Giovanni in Fiore. L’arrivo all’aeroporto con forze dell’ordine ancora in tenuta antisommossa  ma la Lezzi non si fa vedere, limitandosi a contattare i sindacati telefonicamente e a postare sui social una dichiarazione video in linea con gli impegni mattutini. «Il ministro Lezzi non intende far arrivare una nota scritta dal governo sui suoi impegni mattutini per la proroga dei contratti e la successiva stabilizzazione dei precari calabresi», confidano Sposato, Russo e Biondo mentre “trattano” con Digos e forze dell’ordine  la conclusione della protesta all’aeroporto. Tra i manifestanti c’è voglia di smontare tutto ma alla fine prevale la stanchezza, che però non impedisce di proseguire nell’agitazione. Domani nei Comuni paralisi dei servizi affidati agli ex Lsu-Lpu e martedì 11 dicembre treni e autobus speciali per la Capitale.  A meno che dal governo non arrivi quel benedetto atto…

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto