Pd: giovedì arriva Graziano, il gruppo in Regione torna a riunirsi

Il commissario inizierà il giro di incontri con tutti i rappresentanti istituzionali dem. Il gruppo di Oliverio fiducioso: «Da Orfini nessun pregiudizio». Romeo convoca i dem in Consiglio per tracciare la rotta

LAMEZIA TERME Notizie dal fronte Pd. La prima: il neo commissario Stefano Graziano si “insedierà” giovedì prossimo. La seconda: il gruppo dem in Regione torna a riunirsi dopo tre anni e mezzo.
Il commissariamento del partito, deciso la scorsa settimana dal presidente Matteo Orfini, se non altro ha obbligato i dem calabresi a dare segni di esistenza.
Si aspetta con ansia, ovviamente, l’arrivo di Graziano. Il commissario ha già fatto sapere che dedicherà la parte iniziale del suo nuovo mandato agli incontri con i segretari provinciali, i parlamentari e i consiglieri regionali del Pd, per un «esame approfondito del partito calabrese».
Tante le questioni da affrontare: dall’organizzazione del tanto atteso (e più volte rinviato) congresso regionale al confronto per la designazione ufficiale del candidato alla presidenza della Regione, dalla ristrutturazione della base (i circoli) al dialogo per una ricomposizione delle profonde fratture tra correnti.
Graziano non avrà un compito facile. Ma il suo arrivo in Calabria, quanto meno, non sembra essere preceduto dalla solita diffidenza con cui i dem calabresi hanno accolto i vari “papi neri” inviati da Roma nel corso degli ultimi anni.
Il commissariamento, com’è noto, non è stato digerito soprattutto dall’area che fa capo al governatore, preoccupata dai possibili veti rispetto alla ricandidatura di Mario Oliverio alla presidenza della Regione. Graziano, però, è ritenuto una figura di garanzia «non ostile» a Oliverio. Lo stesso commissariamento, malgrado rappresenti un esito non voluto, non viene vissuto come una “punizione” nei confronti del governatore. «Orfini – dice uno dei più stretti collaboratori del presidente calabrese – non ha nessun pregiudizio nei confronti di Oliverio e lo ha precisato nel corso della riunione romana. Il commissariamento è solo una vicenda di partito».

RAPPORTO COSTRUTTIVO Gli oliveriani, insomma, sono convinti che con Graziano, alla fine, si instaurerà un rapporto costruttivo e di collaborazione, dal quale non deriveranno ostacoli rispetto alla volontà del governatore di ripresentarsi al giudizio degli elettori. Oltre alle dinamiche politiche, tuttavia, ci sono anche quelle giudiziarie. Perché l’indagine a carico di Oliverio – dalla quale è dipeso il suo obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore – è di certo un elemento in grado di offuscare l’immagine pubblica del presidente. Graziano lo farà pesare nella bilancia del partito? I supporter del governatore credono di no, ma è ancora presto per fare previsioni.
Il compito principale del commissario, ora, sembra essere quello di orientarsi nella selva del partito regionale, senza fare passi falsi e, soprattutto, cercando di ricomporre le spaccature che oggi mettono a rischio la stessa sopravvivenza del Pd calabrese.

IL CONGRESSO Intanto, c’è un altro congresso da celebrare, quello nazionale. Per domani è prevista la chiusura (salvo deroghe) delle convenzioni dei circoli per le mozioni nazionali. Nessuna notizia sui dati. Ma in Calabria, secondo gli addetti ai lavori, la mozione Zingaretti (supportata dalla maggior parte dei big regionali) sarebbe avanti di gran lunga rispetto a quella di Martina.
In ogni caso, la sorte del Pd calabrese dipenderà anche dalle primarie del 3 marzo, che incoroneranno il segretario nazionale.
Luigi Guglielmelli, responsabile provinciale del Pd cosentino, mostra ottimismo: «Adesso ci aspettiamo un segretario nazionale forte e in grado di rilanciare il partito. Il congresso può essere punto d’inizio per un nuovo rapporto con gli italiani e i calabresi». Stesso discorso per l’assise regionale: «Appena il commissario ci darà il via libera per il congresso, ci attiveremo».

IL GRUPPO Chi si è già attivato è Sebi Romeo, che ha convocato per le 13 di oggi la riunione del gruppo dem in Regione. La richiesta, nei giorni scorsi, era stata formulata da Carlo Guccione e Mimmo Bevacqua. E stavolta Romeo ha accettato, memore anche della “lavata di capo” ricevuta a Roma, nel corso del vertice con Orfini, dallo stesso Guccione, che lo ha accusato di non riunire il gruppo da tre anni e mezzo.
Dall’incontro di tutti i consiglieri dem dovrebbe venire fuori la linea da seguire da qui ai prossimi mesi di legislatura. Che si annunciano parecchio complicati. Le forze d’opposizione in Consiglio, unite come mai fino a oggi, hanno già chiesto un’assunzione di responsabilità a Oliverio e non è escluso che, già nel corso della conferenza stampa prevista per questo pomeriggio, invochino le dimissioni del governatore. Hanno anche un’altra possibile arma: la mozione di sfiducia. Ma, almeno per il momento, nessuno sembra intenzionato a usarla.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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